Crack, torna la coca low cost: la regola 100-1 e il razzismo della guerra alla droga

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 novembre 2017 5:53 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017 20:08
Crack-aumento-cocaina-razzismo

Crack, torna la coca low cost: la regola 100-1 e il razzismo della guerra alla droga

NEW YORK – Il consumo di crack è di nuovo in aumento ed è quanto suggeriscono recenti report. Lo stupefacente deriva dalla lavorazione della cocaina, emerso nel continente americano alla fine degli anni ’70 in forma di microcristalli, relativamente economico e trasportabile, che poteva essere distribuito più facilmente rispetto alla polvere e che in poco tempo fece esplodere quella che è ampiamente considerata un’epidemia, in particolare negli Usa.

I sostenitori della riforma della droga negli Stati Uniti hanno a lungo sottolineato l’applicazione disomogenea della legge in materia di crack e polvere di cocaina. Denominata la “regola 100-1“, fino al passaggio al Fair Sentencing Act del 2010, il possesso di un grammo di crack in America è stato considerato l’equivalente di 100 g di polvere di cocaina.

Poiché l’uso del crack era associato alle persone di colore, ai poveri delle aree urbane e la cocaina invece alle classi medie bianche più ricche, questa politica divenne simbolo del razzismo della “guerra alla droga” e della preponderanza degli uomini di colore nel sistema carcerario statunitense.

Ma cos’è il crack? Gli effetti fisici e psicologici sono simili alla polvere di cocaina, solitamente cocaina cloridrato, che viene principalmente inalata attraverso la narice. Anche se polvere e crack agiscono come stimolanti, quest’ultimo è più potente per l’immediatezza, la durata e l’ampiezza del suo effetto, così come la frequenza e la quantità utilizzate.

Ci sono preoccupazioni sugli effetti a lungo termine della cocaina in tutte le sue forme: il consumo è stato associato a cambiamenti neurologici e neuropsichiatrici, nonché a danni al cuore e ai polmoni. E il rischio di dipendenza tra i consumatori di crack è stato stimato da due a tre volte maggiore rispetto a chi assume cocaina in polvere.

A differenza delle terapie con agonisti oppioidi, come il metadone per l’uso di eroina, non esiste un farmaco sostitutivo che possa essere somministrato a chi cerca di stabilizzare e ridurre l’uso di crack. Alcune persone che cercavano di ridurre il consumo hanno riferito di aver trovato un aiuto nella cannabis ma, a sostegno, ci sono prove scientifiche limitate e sono indispensabili ulteriori ricerche.

Come dimostrato da diversi studi etnografici, il crack per decenni è stato parte del territorio urbano. Con gli alti livelli di disoccupazione giovanile e i tagli ai servizi sociali, la partecipazione a economie illegali diventa un’opportunità per generare reddito per chi, altrimenti, vivrebbe con un reddito basso.

La disuguaglianza tra ricchi e poveri, dopotutto, è stata sfavorevolmente influenzata da persone che hanno dipendenza dalla droga. In un mercato di stupefacenti in rapido movimento, la popolazione non è né servita né protetta dall’attuale paralisi nella politica e nei servizi di trattamento delle droghe, scrive il Daily Mail.

Da entrambe le parti dell’Atlantico, è ora di riconoscere che i tagli al budget hanno delle conseguenze, conclude il tabloid britannico.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other