Cuba. Omosessuali chiedono di riunirsi in associazione e avere una sede propria

Pubblicato il 14 maggio 2010 23:26 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2010 0:03

Mariela Castro

Gli omosessuali cubani chiedono al governo, in occasione della Giornata contro l’omofobia, di essere autorizzati ad avere una loro associazione oltre che poter usufruire di una sede propria. “Anche noi omosessuali siamo figli della Rivoluzione. Sarebbe positivo cominciare a pensare come un gruppo”, ha detto in un dibattito Felix Perez, ex presidente di una organizzazione non ufficiale di gay creata nel 2001 all’Avana.

Gli aderenti al gruppo si incontravano una volta al mese in luoghi pubblici ma la polizia non li ha poi più autorizzati. “Vogliamo uno spazio. Anche se ce lo danno distrutto, noi lo restauriamo”, ha detto Perez all’Ansa. Mariela Castro, direttore del Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex) e figlia del presidente Raul Castro, ha affermato nel dibattito tenuto nella sede dell’Unione nazionale di scrittori e artisti cubani (Uneac), che “fortunatamente la creatività di questo Paese ha fatto si che siano stati creati spazi specifici, legali o illegali. Intelligentemente le istituzioni dovrebbero legittimarli”.

La creazione di organizzazioni di gay e lesbiche avverrà “quando ci saranno delle proposte convincenti”, ha dichiarato Mariela Castro, ricordando di aver ricevuto una proposta di una organizzazione finanziata da Miami. “Intanto non si creeranno nuovi spazi o associazioni, il Cenesex educherà gli attivisti”, ha detto.