Sei delitti esemplari. Quando l’omicidio si commette per futili motivi

Pubblicato il 24 maggio 2010 11:50 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2010 11:50

Sarebbero degni del miglior romanzo di Camilleri e del suo arguto ispettore Montalbano, o di qualche puntata della ‘Signora in Giallo’ con l’intramontabile Jessica Fletcher. Invece sono casi, realissimi, di omicidi avvenuti per futili motivi. Tra insulti e offese insignificanti, La Stampa elenca sei episodi di quando orgoglio e scatti d’ira costano una vita.

A Cosenza un pensionato è rimasto vittima di una partita a carte. Era il 12 aprile del 2009 quando Elio Cariati, 74 anni, è stato ferito a morte da un suo compagno di giocate. “Vieni fuori” gli aveva intimato un amico, detto il Siciliano, dopo un bisticcio nato per questioni di gioco. E come in un vero regolamento di conti degno del più profondo West, il Siciliano ha dato un pugno al 74enne che si è accasciato al suolo. “Se l’è cercata – ha commentato l’assassino – Faceva troppo il furbo”.

Russava troppo forte e il vicino lo ha finito. Proprio come descritto dal “delitto esemplare” numero 26 dello scrittore spagnolo Max Aub, nel Paese iberico un uomo ha ucciso il suo vicino di casa perché russava in maniera troppo violenta, impedendogli di riposare. “Ormai non potevo più dormire: se russava, per il rumore; se non russava, nell’attesa del rumore. Non potevo dormire mai. E non potevo cambiare casa. La fucilata gliela tirai con la carabina di mio nipote”.

“Non sento Canale 5” e gli spara al cuore. Anche la tv miete vittime. Domenico Pace stava guardando “Tutto l’amore che vi lascio” insieme alla sua fidanzata. Suo fratello Franco, nel frattempo, lavava i piatti in cucina: “Adesso hai rotto. Smettila di fare quel casino. Non si sente niente”. E si è precipitato in cucina per convincerlo. Ma ad aspettarlo c’era il fratello Franco con un coltello, che l’ha colpito al cuore e all’addome.

Squarcio alla gola tra calcio e politica. Davide Cesare era iscritto a Rifondazione Comunista e frequentava il Centro Sociale Orso, a Milano. Federico aveva in casa un busto di Mussolini e il suo cane si chiamava Rommel, come il generale tedesco comandante dell’Afrika Korps durante la seconda guerra mondiale. Tra di loro c’erano già stati screzi, ma è il loro incontro per strada, nel marzo del 2003 a essere fatale. Davide Cesare, 26 anni e con una figlia di 4, è stato colpito alla gola, un colpo secco, per lui non c’è stato nulla da fare.

Il cadavere sotto il carro allegorico: troppi rumori. Ad Alessandria della Rocca (Agrigento) un uomo di 37 anni è morto perché si è lamentato. Era l’8 febbraio scorso, proprio durante carnevale. Dei bambini stavano costruendo un carro allegorico ma l’uomo, infastidito dal baccano, è sceso a lamentarsi e l’ha fatti smettere. Ma il padre di uno dei piccoli non c’è stato. E’ andato a cercare chi aveva osato riprendere suo figlio e gli ha inferto sette pugnalate con un coltello da cucina.

Disubbidiva al suo sarto ma “non doveva farlo”. In Spagna sembra che i “Delitti esemplari” di Max Aub siano un buon manuale a cui ispirarsi. Confessione numero 30: “Io faccio il sarto. Non dico per vantarmi ma la mia bravura è indiscussa, e sono il migliore della città. Persino lei ha insistito tanto per farsi fare i vestiti i vestiti da me. Così le preparai degli abiti su misura. Solo che lei, appena arrivava a casa, poi faceva il cacchio del comodo suo. Ad un abito verde buttò sopra la sciarpa di tulle arancione del completo grigio dell’anno scorso, e guanti color rosa. Era un’offesa”.