Desaparecidos. 48 condanne (29 ergastoli) in Argentina per i torturatori della Scuola della Marina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 novembre 2017 14:30 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2017 14:30
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Desaparecidos: le condanne in Argentina ai torturatori dell’Esma

ROMA – Desaparecidos. 48 condanne (29 ergastoli) in Argentina per i torturatori della Scuola della Marina. Sono 48 le persone condannate in Argentina per aver partecipato alle torture, uccisioni e sparizioni, nella Esma, la famigerata Scuola della Marina durante gli anni della dittatura.

Tra questi l’ex capitano di Marina, Alfredo Astiz, noto come “l’angelo della morte”, condannato all’ergastolo per crimini contro l’umanità commessi tra il 1976 e il 1983. Nel processo sulla tragedia dei desaparecidos, sono state comminate ieri 29 condanne all’ergastolo e 19 pene dagli 8 ai 25 anni di carcere, mentre altre 6 persone sono state assolte.

Ergastolo anche per un altro capitano, Jorge Eduardo Acosta, detto “la tigre”. Entrambi erano già stati condannati nel 2011 al carcere a vita per altre accuse di tortura, uccisione e sparizioni forzate. Astiz si è sempre rifiutato di chiedere scusa e durante il processo – scrive la Bbc online – ha dichiarato: “Le organizzazioni per i diritti umani sono gruppi di vendetta e persecuzione. Non chiederò mai perdono”.

“Questa condanna è molto più di quanto ci aspettavamo”, ha detto Miriam Lewin, sopravvissuta all’Esma, la scuola di Marina di Buenos Aires che divenne il centro di tortura contro centinaia di oppositori.

Tra i dissidenti politici gettati vivi in mare dagli aerei durante i cosiddetti voli della morte, anche una cara amica di Papa Francesco, la dottoressa Esther Carega, attivista popolare socialista e marxista, arrestata dei militari dopo aver denunciato la scomparsa di sua figlia, Ana Maria, allora 16enne e incinta. Venne uccisa insieme ad altre 11 persone nella notte del 14 dicembre del 1977. I due piloti del volo della morte della Carega, Mario Daniel Arrù e Alejandro Domingo D’Agostino, sono tra i condannati all’ergastolo. (Biagio Chiariello, Fanpage.it)