Divorziati risposati: ipotesi Comunione solo a Pasqua e prete-tutor

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 luglio 2015 10:07 | Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2015 10:07
Divorziati risposati: ipotesi Comunione solo a Pasqua e prete-tutor

Divorziati risposati: ipotesi Comunione solo a Pasqua e prete-tutor

ROMA – Il compromesso tra l’inderogabilità dal principio che il matrimonio è indissolubile e la volontà ispirata alla misericordia per accogliere di nuovo le coppie risposate civilmente alla vita sacramentale potrebbe portare all’istituzione in ogni diocesi di un sacerdote che fa da tutor proprio alle coppie risposate e la riammissione parziale all’Eucarestia, magari per l’appuntamento pasquale.

Queste ipotesi sono state formulate nella tre giorni di studio in preparazione del Sinodo dei vescovi di ottobre: un seminario a porte chiuse cui non hanno partecipato i vescovi ma che ha coinvolto  teologi, moralisti, giuristi ecclesiastici e laici italiani ed esteri (i risultati sono raccolti nella pubblicazione  “Famiglia e Chiesa. Un legame indissolubile”).

Sono indicazioni non vincolanti per ora, ipotesi di lavoro, proposte sul metodo per giungere all’obiettivo di ribadire l’indissolubilità del matrimonio nello spirito però di non abbandonare il percorso di riconciliazione di quelle coppie che intendano riparare all’errore, al fallimento del primo matrimonio e accedere ai sacramenti.

Paolo Rodari su Repubblica dà conto degli sviluppi dell’intenso dibattito all’interno della Chiesa, tra gli aperturisti schierati dietro Papa Francesco e coloro che considerano l’Eucarestia ai risposati solo “un magro favore” e non intendono deflettere dalla linea dottrinaria tradizionale già difesa e puntellata da Giovanni paolo II.

Il percorso “potrebbe richiedere il carattere pubblico della penitenza e dimostrerebbe alla coscienza comune dei cristiani come la riconciliazione della persona che ha fallito il suo matrimonio non significhi leggerezza da parte della Chiesa nell’interpretare il precetto evangelico, ma piuttosto volontà di verificare concretamente l’obbedienza attuale al precetto medesimo”. Infine, la riammissione ai sacramenti “potrebbe essere piena o anche parziale”. Per alcuni, infatti, l’accesso all’eucaristia potrebbe essere limitato al precetto pasquale.

Sulla questione più dibattuta, ovvero circa il valore da attribuire alle seconde nozze, molti teologi hanno spiegato come non sia possibile parlare di sacramento perché il sacramento rimane unico, ma si può riconoscere “l’alto valore umano e spirituale del nuovo legame”. Come scrive il cardinale Kasper: “Là dove è presente una fede che diventa operosa nell’amore e si fa sentire nella penitenza per la colpa che c’è stata nella rottura del primo matrimonio, un secondo matrimonio entra a far parte anche della dimensione spirituale della vita ecclesiale”. (Paolo Rodari, La Repubblica).