Dresda (Germania)/ Una donna egiziana viene accoltellata in un tribunale da un tedesco, il marito tenta di difenderla e la polizia gli spara alle gambe. Il ritorno della violenza di estrema destra e della xenofobia

Pubblicato il 16 agosto 2009 17:41 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2009 17:41

RO190609INT_0070La xenofobia, il razzismo e l’ideologia di estrema destra tornano a mietere vittime in Germania. Nella ricca Dresda, oggi uno dei maggiori centri culturali della ex Germania dell’est e di tutta l’Europa, un uomo tedesco, vicino al Ndp (il partito di estrema destra, ndr) ha insultato e ucciso con 18 coltellate dentro un aula di tribunale, davanti a giudici e testimoni,una donna musulmana di origine egiziana.

Il marito della donna, anch’esso egiziano, ha tentato di intervenire e in tutta risposta la polizia tedesca gli ha sparato alle gambe.

Marwa Al-Sherbini era una farmacista egiziana di 32 anni che viveva a Dresda, con un figlio di 3 anni e un altro in arrivo. Alla fine di giugno Marwa era in un parco giochi con il figlio, si avvicinò ad un uomo e gli chiese di far spazio al proprio bambino per giocare sulle altalene. L’uomo, un tedesco di 28 anni nato in Russia, invece di spostarsi iniziò ad insultarla, a definirla “islamista”, “terrorista”, addirittura una “puttana”.

Per questo Alex W. (questa l’unica identificazione data dalla polizia tedesca) venne multato e portato di fronte a un tribunale. Il primo luglio, di fronte ai giudici e a molti altri testimoni, dopo aver sostenuto che Marwa come gli altri extracomunitari non hanno diritto di vivere in Germania , dopo aver ricordato che “quando l’Ndp arriverà al potere, vi sarà un fine a tutto questo”, Alex si è avventato sulla donna e l’ha colpita con 18 coltellate, uccidendola davanti agli occhi del figlioletto di 3 anni.

Non contento l’assassino ha anche pugnalato Elwi Okaz, il marito di Marwa, un ricercatore di biologia genetica, che era intervenuto per difendere la moglie. Alla xenofobia dilagante e alle motivazioni politiche che hanno spinto l’assassino a questo gesto, si è aggiunta la noncuranza e la negligenza della polizia tedesca. Arrivata in netto ritardo sulla scena del crimine, non solo non ha fermato Alex, ma ha scambiato il marito di Marwa per l’assassino e gli ha sparato alle gambe.

Dopo l’accaduto è dovuta passare più di una settimana prima che il governo federale tedesco esprimesse il proprio rammarico per la vicenda, tentando così di placare la rabbia della comunità araba in Germania. E anche quando le scuse sono arrivate, il governo ha tenuto a sottolineare che la disgrazia è avvenuta mentre si cercava di punite un episodio di razzismo e che, comunque, l’assassino ha origini russe. Come a dire: “Ci dispiace molto, ma comunque non c’entriamo”.

Eppure l’episodio, che rimanda la mente a tempi lontani che la storia avrebbe dovuto insegnare a non ripercorrere, non ha stupito molto né la popolazione della Sassonia né gli analisti.

Secondo la relazione annuale dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, l’agenzia nazionale dell’intelligence tedesca, la criminalità di estrema destra è aumentata nel corso del 2009 del 16 per cento rispetto all’anno precedente. La maggior parte di questi reati sono stati classificati come crimini di propaganda ( pitture di croci celtiche su edifici e lapidi ebraiche o distruzione di vetrine di ristoranti gestiti da immigrati) ma il dato ancor più sconcertante è che circa 1042 reati “politici” dei 20 mila registrati sono omicidi, incendi dolosi e aggressioni. Ovvero il 6,3 per cento in più di quelli registrati nel 2007.

Crimini politici e ideologici che turbano la Germania e fanno rifiorire il germe di quell’odio razziale che sembrava estirpato per sempre. In questo quadro sconfortante la Sassonia è in prima linea, come la zona più interessata dai nuovi crimini di estrema destra.

In Sassonia, infatti, risiede appena il 5 per cento della popolazione tedesca, ma qui avviene il 12 per cento delle violenze a sfondo politico.

La Germania è una delle roccaforti democratiche in Europa ma i sondaggi rivelano ogni anno l’esistenza di una sempre più nutrita comunità di nostalgici neo nazisti. Un recente sondaggio del governo ha osservato che su 20 mila giovani intervistati, uno su sette può essere considerato come “altamente xenofobo” e un altro 26,2 per cento “abbastanza xenofobo”.

Il partito Ndp, d’altronde, se finora ha avuto un ruolo marginale, è in grande ascesa e ha da poco ottenuto grandi successi nelle elezioni comunali della Germania dell’est.