Droga/ Dopo le grandi città, i cartelli della droga messicani hanno cominciato a spacciare eroina anche nell’America profonda

Pubblicato il 1 giugno 2009 20:05 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2009 20:05

I cartelli della droga messicani, dopo aver riempito di eroina le grandi città degli Stati Uniti, stanno allargando i loro orizzonti spingendosi a spacciare la droga nell’ heartland, il cuore del Paese, in luoghi dove fino a poco tempo fa era appena conosciuta, a quanto riferisce il New York Times.

Un sonoro campanello di allarme è squillato per le autorità dopo la morte di Arthur Eisel, 31, a Grove City, Ohio, un centro di 32 mila persone a ridosso di Columbus, la principale città dello stato. Eisel è stato trovato nel bagno di casa con accanto una siringa: ucciso da overdose. Stessa sorte avevano subito i suoi due fratelli che la disperata madre ha detto ”sono caduti uno dopo l’altro come tessere del domino”.

Considerato che tutti e tre i fratelli Eisel erano tipici giovanotti ”all american”, religiosi, tranquilli, appassionati di football e rispettosi dei genitori, la loro morte ha suscitato scalpore in tutto il Paese.

In Ohio, uno stato delle Middle West, infinitamente lontano dai vizi e dalle perversioni di metropoli come New York, Miami o Los Angeles, le morti per overdose da eroina, dal 2004 al 2007 (ultimo anno di cui sono disponibili dati statistici), si sono diffuse in 18 contee falciando 546 persone. Dal 2000 al 2003 erano state 376. Le autorità hanno ragione di preoccuparsi.

L’Fbi considera ora i cartelli messicani la più grande minaccia di crimine organizzato negli Stati Uniti. Funzionari federali hanno dichiarato al Times che i messicani hanno rilevato il traffico di eroina dai colombiani e dai dominicani, e che puntano a portare i loro traffici nell’America Profonda, spacciando una micidiale varietà di eroina prodotta in Messico e conosciuta col nome di ”black tar” (pece nera) per via del suo colore scuro e la sua consistenza appiccicosa.

I cartelli, secondo l’Fbi, si avvantaggiano della crisi economica che ha colpito anche e soprattutto gli immigrati messicani i quali, disoccupati, sono facile preda per lo spaccio della droga.

A conferma di ciò, proprio due immigrati messicani si sono dichiarati colpevoli per la morte di Arthur Eisel, avendogli fornito l’eroina, e sono stati processati con l’accusa di omicidio colposo. Gli inquirenti hanno accertato che i due hanno cominciato a spacciare la droga non riuscendo a trovare alcun altro lavoro.

Uno dei due messicani, condannato a 16 anni di prigione, ha dichiarato al Times: «La vita negli Stati Uniti è diventata dura. Dapprima avevo paura di spacciare l’eroina, ma poi ho accettato perchè devo mantenere mia moglie, mio figlio e i miei parenti in Messico».