Droni, aerei senza pilota per la guerra del futuro: bombe, spionaggio…

di Caterina Galloni
Pubblicato il 5 Luglio 2019 7:16 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2019 18:36
DRONI AEREI

Droni, aerei senza pilota per la guerra del futuro: bombe, spionaggio…

ROMA – Droni, gli aerei senza pilota saranno protagonisti nella guerra del futuro. Possono sganciare bombe, condurre azioni di ricognizione e spionaggio. L’eroismo di Francesco Baracca e del Barone Rosso, le disavventure dell’U2 di Francis Gary Powell o del povero Cocciolone (prima guerra del Golfo) appartengono già alla preistoria. Il sistema computerizzato, privo di equipaggio, ha ritagliato un posto importante nelle forze armate di tutto il mondo. I veicoli pilotati a distanza sono sempre più presenti sul campo di battaglia e ben oltre. Sebbene inizialmente dovessero funzionare come piattaforme di sorveglianza, i droni offrono molteplici vantaggi tra cui una rapida schierabilità, tempi di volo prolungati, rapporto costo-efficacia e la possibilità di entrare in ambienti ostili senza mettere a rischio le persone.

La parola “drone”, scrive Webnews, “non è altro che il nome comune, e forse improprio, per definire una speciale categoria di oggetti volanti: gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). Così come suggerisce la definizione, si parla di dispositivi di varie dimensioni capaci di librarsi in cielo senza necessità di un pilota a bordo, che rimane a terra – o su un veicolo adiacente – armato di radiocomando per dirigerne i movimenti”. Anche se i primi droni hanno fatto la loro comparsa nella Prima Guerra Mondiale, con l’”Aerial Target” e la cosiddetta “Bomba Volante” (1916), solo a partire dalla metà degli anni 2000, si è avuto un importante sviluppo del loro impiego a scopi civili e militari. Sul mercato, spiega Webnews, si trovano tre grandi famiglie di drone:

– Struttura a eliche, che permettono al drone di comportarsi come un elicottero. Possono mantenere ferma la posizione a mezz’aria, effettuare virate repentine, volare in direzione obliqua;
– Struttura planare: più simili agli aeroplani che agli elicotteri, non sono dotati di eliche, bensì di grandi ali;
– Ibridi: device non solo pensati per volare, ma anche per muoversi sul terreno grazie alla presenza di due o quattro ruote motrici. Allo stesso modo, esistono droni capaci di effettuare piccoli salti, così da superare agilmente scale o altri ostacoli. 

Avendo operato i droni dalla metà degli anni ’90, Gli Stati Uniti, avendo utilizzato i droni dalla metà degli anni ’90, sono i pionieri dei moderni sistemi senza pilota e quando si tratta di impiegare droni armati e disarmati in guerra, hanno più esperienza di qualsiasi altra nazione al mondo. Dagli Stati Uniti d’America infatti vengono (e col loro permesso sono armati), anche i droni in dotazione alla aviazione italiana, con una spesa iniziale di quasi 700 milioni di euro.

Ecco alcuni esemplari in uso attualmente nel mondo.

Il più straordinario di tutti è il Black Hornet Nano un veicolo aereo senza equipaggio progettato dalla norvegese Prox Dynamics. E’ una sorta di elicotterino a doppia elica da 18 grammi capace di stare sul palmo di una mano e in soli 20 minuti un soldato può essere addestrato a gestire il Black Hornet. Il sistema è attualmente in servizio negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, India, Australia, Norvegia e Paesi Bassi.

Poi c’è ScanEagle, utilizzato per la ricognizione e la sorveglianza autonoma del campo di battaglia. Costa poco più di 3 milioni di dollari, è lungo 1,71 metri, apertura alare di 3,11 metri, peso massimo 22 chili. Lo ScanEagle ha una durata di volo di 20 ore e una velocità massima di 80 nodi, ossia 148 km/h.

Altra categoria per MQ-1 Predator, in servizio nell’U.S. Air Force e CIA dal 1995. Ha una apertura alare di quasi 15 metri, è lungo 8 e a pieno carico di carbu rante pesa quasi una tonnellata. E’ equipaggiato con sensori elettro-ottici e ha ricevuto un aggiornamento così da essere dotato di una coppia di missili Hellfire AGM-114. Può costare fino a 10 milioni di dollari. 

RQ-4 Global Hawk è un velivolo di sorveglianza senza equipaggio in grado di rilevare in un giorno fino a 100.000 chilometri quadrati di territorio. Lungo 14 metri e con apertura alare di 35, può costare fino a oltre 200 milioni di dollari per esemplare. Il Global Hawk abbina un radar ad apertura sintetica ad alta risoluzione e sensori elettro-ottici/ infrarossi a lungo raggio, ha un’autonomia di 35 ore che fornisce un’ampia copertura e sorveglianza sistematica.

Il drone elicottero MQ-8C Fire Scout senza pilota è stato progettato da Northrup Grumman. MQ-8C utilizza sensori di bordo per riprese video ad alta definizione, identificare bersagli e distribuire informazioni in tempo reale, permettendo alla flotta di riferimento di mantenere il pieno controllo di una determinata area o di uno specifico bersaglio per lunghi periodi di tempo.

Il General Atomics MQ-9 Reaper, sviluppato principalmente per la US Air Force, può essere controllato a distanza o pilotato autonomamente. È più grande e più potente del suo predecessore, MQ-1, e può volare a tre volte in più della velocità del Predator. Secondo l’ex capo di stato maggiore dell’Air Force, Gen. T. Michael Mosely, il Reaper ha contribuito al cambiamento dei droni: dal ruolo “di intelligence, sorveglianza e ricognizione” sono passati a quello di “cacciatori”.