Dubai, leader Hamas ucciso: drogato e soffocato

Pubblicato il 1 Marzo 2010 7:05 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2010 10:03

Prima lo hanno drogato, poi soffocato: quella di Mahmud al-Mabhuh,  il leader di Hamas ucciso a Dubai, poteva sembrare una morte naturale. I killer hanno usato succinilcolina (un anestetico) per sedarlo e poi lo hanno soffocato perché non opponesse resistenza», ha confermato la polizia degli Emirati arabi.

Dietro l’omicidio potrebbe nascondersi la longa manus del Mossad israeliano, gli agenti di Dubai si dicono certi delle responsabilità dell’intelligence di Tel Aviv. Gli uomini del premier Benjamin Netanyahu negano ogni coinvolgimento. Il ministro del Commercio israeliano, Byniamin Ben-Eliezer, intervistato dalla radio militare dello Stato ebraico, prima ha sottolineato di non avere idea di chi siano mandanti e sicari, dall’altro ha ribadito che l’accaduto potrebbe servire da deterrente verso altri gruppi radicali islamici.

Israele è in difficoltà, invocando la cosiddetta politica di “ambiguità” sulle operazioni dell’intelligence, non ha né confermato né smentito le accuse rivolte al Mossad. Almeno 26 killer avevano con sé dei passaporti falsi di Paesi dell’Ue i cui nominativi corrispondevano tuttavia a persone realmente esistenti, vittime quindi di un furto d’identità: 12 britannici, sei irlandesi, quattro francesi e un tedesco, oltre a tre australiani.

Ecco i nomi: 1: Evan Dennings (Iralanda); 2: Eric Rassineux (Francia); 3: Joshua Daniel Bruce (Australia); 4: David Bernard LaPierre (Francia); 5: Chester Halvey (Irlanda); 6: Ivy Brinton (Irlanda); 7: Peter Elvinger (Francia); 8: Anna Shauna Clasby (Irlanda); 9: Philip Carr (Gran Bretagna); 10: Adam Marcus Korman (Australia); 11: David Marc Schnur (Gran Bretagna); 12: Jonathan Louis Graham (Gran Bretagna); 13: Melvyn Adam Mildiner (Gran Bretagna); 14: Stephen Daniel Hodes (Gran Bretagna); 15: Gail Folliard (Irlanda); 16: Kevin Daverson (Irlanda); 17: Michael Laurence Barney (Gran Bretagna); 18: James Leonard Clarke (Gran Bretagna); 19: Stephen Keith Drake (Gran Bretagna); 20: Paul John Keely (Gran Bretagna); 21: Michael Bodenheimer (Germania); 22: Melanie Heard (Francia). Altri quattro sono ricercati dalla polizia per aver contribuito alle fasi preparatorie dell’operazione: Mark Daniel Sidar (Gran Bretagna), Gabriella Barney (Gran Bretagna), Niccole Sandra Mccabe (Australia), Roy Allan Cannon (Gran Bretagna).

Sia l’Irlanda che la Gran Bretagna hanno convocato gli ambasciatori israeliani la scorsa settimana per discutere del tema, ma le spiegazioni sono state scarse e vaghe nel contenuto. L’ambasciatore israeliano a Londra Ron Prosor, infatti, aveva detto di «non essere in grado di fornire» ai britannici più informazioni.