Turismo sessuale. Ebnt: “Gli italiani sempre più attratti da bambini usa e getta”

Pubblicato il 28 Settembre 2010 20:04 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2010 21:15

Il turismo sessuale è una piaga a livello mondiale e l’Italia ne è parte attiva. Il nostro paese si posiziona infatti al quinto posto per numero di turisti che ogni anno partono verso mete più o meno esotiche per dedicarsi al sesso a pagamento, alle spalle di Usa, Germania, Francia e Australia: è quanto rileva l’Osservatorio dell’Ebnt, l’Ente bilaterale nazionale turismo, nell’ambito del dossier presentato a Palermo su ‘Il turismo italiano e europeo contro lo sfruttamento sessuale dei minori”.

In Italia, denuncia l’Ebnt, sono numerosi gli uomini tra i 25 e i 30 anni che, per partire, si affidano ad agenzie turistiche classiche ma poi, giunti sul luogo, sanno bene a chi rivolgersi per trovare i bambini ‘usa e getta’. “E qui sta uno dei problemi: le agenzie di viaggio italiane si affidano a fornitori locali, senza sapere se questi sono seri e affidabili o invece al servizio della pedofilia internazionale. E questo malgrado la legge 269/98 e il Codice di Condotta elaborato nel 2000 da Ecpat Italia (End Child Prostitution Pornography and Trafficking).

Norme il più delle volte disattese, come testimoniano i dati rilevati attraverso il questionario inviato a 309 imprese turistiche al quale ha risposto solo il 42% (dato di per sè già significativo): il 78% delle agenzie turistiche informa i clienti della punibilità dei reati inerenti la prostituzione e la pedopornografia minorile (e questa è la notizia positiva), ma solo il 47% è attivo nei confronti dei dipendenti, e solo il 23% si preoccupa dei fornitori di servizi turistici nei Paesi esteri”.

Sul web la situazione è ancora peggiore considerato che le avvertenze sulla punibilità dei reati sono obbligatorie solo sui cataloghi e non sul web. “Il Ministero è assente”, ha denunciato Giuseppe Cassarà, vicepresidente dell’Ebnt. “Ci vuole la vigilanza e non è pensabile ad una gestione privatistica del problema. E, soprattutto, bisogna controllare il fenomeno on line, dove l’offerta turistica è ormai dilagante”. Per cercare in qualche modo di arginare il fenomeno, Gabriele Guglielmi, presidente dell’Ebnt, ha lanciato la proposta di attivare premi per i tour operator virtuosi, come ad esempio la segnalazione sui portali o le guide da viaggio, e l’istituzione di corsi on line per i lavoratori che possano anche dar titolo ad una certificazione di qualità per il tour operator.