Ebola, Onu: “Minaccia per la pace e la sicurezza. Non isolare i paesi colpiti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 22:47 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 22:47
Ebola, Onu: "Minaccia per la pace e la sicurezza. Non isolare i paesi colpiti"

Foto Ansa

NEW YORK –  Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha adottato all’unanimità una risoluzione per espandere la risposta globale alla diffusione di Ebola in Africa occidentale, che chiede anche di non isolare i Paesi colpiti. Nel documento che vede tra i co-sponsor anche l’Italia, si afferma che “la diffusione di Ebola che intanto ha superato i 2600 morti, costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale“, e si chiede agli Stati membri di “fornire assistenza urgente, compresi ospedali da campo e personale“.

L’Onu invita inoltre gli Stati membri ad abolire le restrizioni sui viaggi e alle frontiere imposte a causa di Ebola, che contribuiscono ad un ulteriore isolamento dei Paesi colpiti”. Anche le compagnie aeree e navali vengono invitate a mantenere i collegamenti con tali Paesi.

Le Nazioni Unite chiedono insomma di non isolare i Paesi colpiti da Ebola. E dopo l’annuncio di Obama che invierà 3mila soldati in Africa occidentale, anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon sta per dare il via ad una nuova missione per coordinare la lotta contro la malattia.  Il prossimo 25 settembre, Ban Ki-moon ha annunciato anche un vertice dei capi di stato e di governo per discutere l’emergenza Ebola, che si svolgerà durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e a cui dovrebbe partecipare anche Barack Obama.

Quanto deciso dall’Onu, per il Parlamento europeo è comunque tardivo. Con  una risoluzione bipartisan approvata in sessione plenaria, Strasburgo denuncia come la comunità internazionale abbia finora “sottovalutato” l’epidemia e “tardato a elaborare” una risposta. Ora il Consiglio di Sicurezza deve pensare ad inviare risorse di difesa militari e civili. E la Ue deve intensificare gli sforzi a tutto campo, con il Consiglio Ue esortato a convocare una riunione ministeriale “per stabilire un piano d’emergenza”.

Gli ultimi dati dell’Oms mostrano infatti una situazione particolarmente allarmante: nella settimana che si è conclusa il 14 settembre ci sono stati per la prima volta dall’inizio dell’epidemia più di 700 nuovi casi di Ebola in Africa, che porta il numero totale a 5.335, con 2.622 morti. Più della metà di questi si sono verificati negli ultimi 21 giorni del conteggio, iniziato lo scorso gennaio.

In Italia, tuttavia, non c’è rischio di contagio: ad affermarlo è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, centro di riferimento per l’Ebola nel nostro Paese. “Il rischio di contagio è zero, o assolutamente vicino allo zero – sottolinea – L’Italia ha la capacità di gestire eventuali casi, ma il grande lavoro va fatto in Africa, e le istituzioni italiane devono lavorare li'”. Nel frattempo, la volontaria francese di Medici Senza Frontiere contagiata in Liberia sta per essere rimpatriata e ricoverata nell’ospedale militare di Saint-Mande’, alle porte di Parigi.