Ecuador, minatori intrappolati: è subito tragedia, morti tre su quattro

Pubblicato il 17 Ottobre 2010 8:30 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2010 9:19

Nessun lieto fine in Ecuador per la replica in chiave minore del dramma dei cileni salvati in mondovisione da una miniera tra mercoledi’ e giovedi’: sono morti almeno tre dei quattro minatori ecuadoriani intrappolati a circa 150 metri di profondità da poco piu’ di un giorno in una miniera d’oro di Portovelo, al confine con il Peru’. Secondo fonti della Protezione civile ecuadoriana, i corpi dei tre minatori morti sono stati localizzati e ufficialmente il quarto e’ disperso. Un autorevole giornale ecuadoriano ha riferito pero’ che sono deceduti tutti. Ancora poche ore prima un comunicato della Minesadco, la compagnia che gestisce la miniera ”Casa Negra”, li dava tutti vivi e speranze erano state alimentate dalla notizia che si era riusciti a far giungere loro dell’ossigeno. Poi gli annunci di morte che dimostrano quanta fortuna abbiano avuto i ‘mineros’ salvati in Cile dopo essere rimasti 70 giorni ad oltre 600 metri di profondita’.

In un’altra parte del mondo poi il bilancio odierno degli incidenti minerari e’ ancora piu’ pesante: almeno 21 morti e 16 persone intrappolate per un’esplosione avvenuta in una miniera di carbone cinese nella provincia centrale dell’Henan. In Ecuador il primo corpo ad essere rinvenuto e’ stato quello del capoturno, Walter Vera, 31 anni, padre di tre bambini tra cui un neonato di soli 22 giorni. Il minatore, con un decennio di esperienza sulle spalle, era assieme al fratello Angel, di 29 anni, a Paul Aguirre e a Pedro Mendoza, entrambi di 21. Erano rimasti imprigionati in un tunnel lungo 60 metri, alto due e largo due metri e mezzo, quando, probabilmente per le piogge dei giorni scorsi, un pozzo di collegamento con l’esterno e’ crollato.

Da venerdi’ alle 03:00 ora locale (le 08:00 in Italia) erano intrappolati al quinto livello della miniera della provincia costiera de El Oro, sul Pacifico, che produce circa sei chili d’oro al mese con il lavoro di un centinaio di minatori. ”I lavori per recuperare i minatori avanzano a ritmo accelerato – si leggeva nel comunicato che ha suscitato le maggiori speranze – Il primo obbiettivo e’ stato raggiunto. Arrivare al quinto livello ha permesso di iniettare aria nella zona dove si trovano i minatori intrappolati”.

L’opera dei soccorritori stava avanzando di lato, alla stessa profondita’, con piccole esplosioni controllate contro la roccia che li divide dai minatori prigionieri. ”Non possiamo mettere in rischio la sicurezza della gente che sta’ dentro al cunicolo: conosciamo poco della loro situazione”, aveva detto Fabian Garces, ingegnere a capo dell’operazione di soccorso.