Egitto, bomba contro bus di turisti vicino alle Piramidi: 4 morti e diversi feriti FOTO-VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 dicembre 2018 19:19 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2018 8:26
Egitto, bomba contro bus di turisti vicino alle Piramidi: 2 morti e diversi feriti 02

Egitto, bomba contro bus di turisti vicino alle Piramidi: 2 morti e diversi feriti

IL CAIRO – Bomba contro un bus di turisti in Egitto. L’esplosione è avvenuta nella zona delle Piramidi, vicino alla necropoli di Giza. Il bus è stato investito dall’esplosione di un ordigno artigianale nascosto sul ciglio della strada accanto a un muro in via Al-Marioutiya. Quattro persone sono morte nell’esplosione.
 
Due vittime sono vietnamite e si contano anche una decina di feriti, riferisce il ministero dell’Interno, citato da Al Arabiya. Nello scoppio è morto anche un tour operator egiziano che viaggiava a bordo del mezzo.

Il governo egiziano precisa che a bordo del bus viaggiavano 14 turisti, tutti vietnamiti. Tra i feriti ci sono anche due egiziani, che sono il conducente del bus e la guida turistica. Solo due turisti sono rimasti illesi. Il premier Mostafa Madbouly si è immediatamente recato presso l’ospedale El-Haram di Giza, dove si trovano i feriti, per verificarne le condizioni, riferiscono media locali. 

In Egitto gli attacchi nel nord del Sinai contro postazioni governative e militari sono sempre più frequenti, così come gli attentati contro i cristiani copti. L’incertezza e l’instabilità politica innescata dalla rivolta popolare del 2011, che mise fine al regime di Hosni Mubarak, ha finito per colpire anche il settore turistico. Ma era da circa due anni che i terroristi non prendevano di mira i turisti che affollano la zona del Mar Rosso. L’ultimo attacco a luglio 2017, quando 3 stranieri furono uccisi a coltellate a Hurghada, mentre nel 2015 l’Isis rivendicò l’attentato che fece precipitare l’aereo con a bordo 224 turisti russi, sul Sinai, poco dopo il decollo da Sharm el-Sheik. 

L’attacco odierno è probabilmente destinato a provocare un inasprimento delle misure di sicurezza, in particolare attorno ai luoghi-simbolo del Paese – come le Piramidi, il museo egizio del Cairo o i resort turistici sul Mar Rosso – e presso le chiese cristiane e gli altri siti dove è presente la comunità copta (circa 10 milioni di persone), nell’approssimarsi delle celebrazioni di Capodanno.

Tra gli attentati più sanguinosi contro i cristiani, si ricorda il doppio attacco alle chiese copte di Tanta e Alessandria d’Egitto nella domenica delle palme dello scorso anno, 9 aprile 2017. I terroristi – gli attacchi furono rivendicati dall’Isis – colpirono la chiesa di San Giorgio a Tanta sulla foce del Nilo, nella quale un kamikaze si fece saltare in aria, e la cattedrale di San Marco ad Alessandria, davanti alla quale l’attentatore si fece esplodere poco dopo la fine della messa officiata dal papa copto Tawadros II. I morti furono complessivamente 44, i feriti oltre cento. Il bilancio avrebbe potuto essere peggiore, se due ordigni nella chiesa di Tanta non fossero stati trovati e disinnescati in tempo.

In seguito a quegli attentati, il presidente Abdel Fatteh Al Sisi dichiarò lo stato d’emergenza, che durò tre mesi. Oltre al governo e alle altre autorità politiche, anche il Gran Muftì Shawki Allam ha deplorato l’attacco di oggi, condannando come “traditori” gli autori dell’attentato.

(Foto Ansa)