Egitto. Condannati a 3 anni tre giornalisti di Al Jazeera

Pubblicato il 29 Agosto 2015 19:10 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2015 19:10
I giornalisti condannati

I giornalisti condannati

EGITTO, IL CAIRO – “Un affronto alla giustizia che suona come una campana a morte per la libertà di espressione in Egitto”. Amnesty International tuona contro le condanne inflitte sabato da un tribunale del Cairo contro tre giornalisti di al Jazeera, Mohamed Fahmy, Baher Mohamed e Peter Greste con l’accusa di aver collaborato con terroristi.

“Questo verdetto farsesco è un colpo al cuore della libertà di espressione in Egitto. Le accuse contro Famhy, Greste e Mohamed sono sempre risultate infondate e viziate da ragioni politiche. Non avrebbero mai dovuto essere arrestati e processati”, ha detto Philip Luther di Amnesty.

“Il fatto che Fahmy e Mohamed rischino ora il carcere a seguito di due processi gravemente irregolari è una parodia della giustizia. La sentenza di deve essere immediatamente annullata. Consideriamo Fahmy e Mohamed prigionieri di coscienza, imprigionati solo per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione. Chiediamo che siano rilasciati senza alcuna condizione”, ha aggiunto Luther.

Amnesty International ha poi chiesto alle autorità egiziane di “accogliere la richiesta di Fahmy di essere espulso dall’Egitto verso il Canada”. “La sentenza è solo la punta dell’iceberg. Le autorità egiziane hanno avviato un giro di vite nei confronti della stampa indipendente con l’obiettivo di ridurre al silenzio ogni forma di dissenso. Negli ultimi due anni, decine di giornalisti sono stati arrestati e oltre 20 di essi sono attualmente in carcere”, ha concluso Luther.