Egitto. Jihadisti rivendicano attacchi nel Sinai, almeno 26 morti tra militari

Pubblicato il 30 Gennaio 2015 11:35 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2015 11:35
Jihadisti nel Sinai

Jihadisti nel Sinai

EGITTO, IL CAIRO -Sono stati rivendicati da un gruppo terroristico affiliato all’Isis gli attacchi coordinati che giovedi hanno causato almeno 26 morti e 59 feriti fra le forze di sicurezza egiziane nel Sinai settentrionale.

La rivendicazione compare su un account Twitter riconducibile agli ‘Ansar Bait al-Maqdis’ (‘Partigiani di Gerusalemme’), principale gruppo jihadista egiziano basato nella penisola e da poco ribattezzatosi ‘Stato del Sinai’ nel quadro di un’alleanza con lo Stato islamico insediatosi fra Iraq e Siria.

Il gruppo ormai si definisce solo ‘Welayet Sinai’ (‘Stato del Sinai’), e nel messaggio rivendica un “grande attacco simultaneo” nei centri di Al Arish, Sheik Zuweid e Rafah (la città alla frontiera con Gaza). I terroristi hanno suddiviso l’attacco in quattro tronconi: uno “contro il battaglione 101 Dayet el Salam con tre autobomba”; gli altri tre contro posti di blocco nelle tre città indicate.

Fin da subito i media avevano attribuito l’assalto ai ‘Partigiani di Gerusalemme’. Il bilancio delle vittime si conferma di poco inferiore a quello dell’autobomba con successivo attacco che, rivendicato dagli Ansar sempre nel Sinai settentrionale, in ottobre fece almeno 31 morti risultando il più micidiale del precedente anno e mezzo.

Manca ancora un bilancio ufficiale degli attacchi nel Sinai dato che il portavoce dell’esercito, oltre a dar conto delle vittime causate dalle autobomba e dai colpi di mortai, ha segnalato sparatorie tra forze di sicurezza e terroristi. La gravità dell’attacco di ottobre, che aveva portato al blocco per due mesi del valico di Rafah con Gaza, potrebbe del resto impallidire – quanto a conseguenze – rispetto a quello di giovedi.

Raccontato da fonti giornalistiche locali come un’autentica azione di guerra, in un panorama di macerie e focolai di scontro non ancora spenti, sullo sfondo di un bilancio che fonti non ufficiali sembrano poter far salire anche oltre quota 40 morti.