Egitto, scontri tra copti e musulmani: sale a 13 il numero dei morti

Pubblicato il 9 Marzo 2011 9:31 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2011 14:25

IL CAIRO – Sono tredici le persone che hanno perso la vita negli scontri fra copti e musulmani in nottata nel quartiere di Moqqatam al Cairo, mentre il numero dei feriti è 110. Lo riferisce all’ANSA l’attivista e l’avvocato copto Naguib Gabrail, secondo il quale 140 persone sono rimaste ferite nelle violenze.

I feriti, ha spiegato Sherif Zamel, capo del dipartimento delle urgenze del ministero della Sanità, sono stati ricoverati in dieci ospedali del Cairo, fra i quali l’ospedale italiano e quello angloamericano. Zamel ha spiegato che i feriti mostrano lesioni da arma da fuoco, fratture al corpo e contusioni in testa. Il ministero ha anche detto che due dei feriti ricoverati in nottata all’ospedale Kasr El Aini, nel centro del Cairo, sono fuggiti.

L’attivista ha anche riferito che sono attualmente già quattromila i manifestanti davanti alla sede della televisione pubblica, dove stazionano da ormai quattro giorni e altrettante notti, in seguito all’incendio, sabato scorso, di una chiesa a Sud del Cairo.

Sul bilancio degli scontri in nottata, le cifre, però, sono discordanti. Alcune fonti della sicurezza parlano di due morti, mentre fonti ufficiali, al momento, riferiscono solo di una cinquantina di feriti. In nottata, sempre secondo fonti della sicurezza, è stato rilasciato il religioso copto, in carcere perché accusato di aver falsificato i documenti di una donna cristiana convertita all’Islam, e la cui liberazione i manifestanti hanno chiesto per giorni.

Secondo quanto riferito all’Ansa dal religioso padre Yohanna, della chiesa della Santa vergine di Moqattam, le vittime dei violenti scontri fra copti e musulmani della notte scorsa sono state causate da colpi di arma da fuoco sparati dall’esercito. ”L’esercito ha sparato sui copti e noi abbiamo i proiettili a dimostrarlo. Uno è stato estratto questa mattina dal corpo di un adolescente di quattordici anni” ha spiegato, riferendo che i giovani musulmani hanno lanciato pietre, bottiglie e proiettili incendiari, che hanno dato il fuoco a tre abitazioni, tre depositi di plastica e altrettanti di cartone.

Il religioso ha anche denunciato la scarsa presenza dell’esercito questa mattina a presidiare la zona. ”La situazione è grave e l’esercito si trova solo ad uno dei sei accessi al quartiere dei ‘zabbalin”’ , comunità cristiana che si occupa della raccolta dei rifiuti. ”Siamo anche preoccupati per quello che può succedere durante i funerali”, ha sottolineato padre Yohanna.

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