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Egitto, scontri in tutto il paese: almeno 20 morti. Bomba esplode a Suez

scontri Egitto

Scontri in Egitto (foto LaPresse)

IL CAIRO – Esplosioni, scontri e ancora vittime, almeno 20, ma con un bilancio destinato a salire. L’Egitto resta sull’orlo della guerra civile con scontri che continuano in tutto il Paese in occasione del terzo anniversario della rivolta anti Mubarak.

Esplosione a Suez. Nel primo pomeriggio di sabato un esplosione si è verificata in un centro delle forze di sicurezza a Suez.  Secondo le prime informazioni, l’esplosione è stata causata da un ordigno piazzato davanti all’ingresso della sede della sicurezza centrale del governatorato di Suez.

Le vittime. Al momento, solo sabato 25 gennaio, le vittime degli scontri sono sei. Un primo manifestante è stato ucciso a colpi di arma da fuoco al Cairo. Mentre dyue sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi sono stati uccisi nel corso dei violenti scontri con le forze di sicurezza a Minya (Alto Egitto a sud del Cairo). Quindi altri tre dimostranti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco al Cairo, nei violentissimi scontri con le forze di sicurezza davanti al sindacato dei giornalisti. Sono poi almeno 15 i morti a Alf-masqan, a Giza, nella parte orientale del Cairo.Altri 2 morti si registrano a Helwan, sud del Cairo, e 1 ad Alessandria.

Giornalisti aggrediti.  Almeno due cronisti sono stati aggrediti al Cairo: lo riferiscono i diretti interessati, accusando alcuni militanti pro-Sisi. “Siete di al Jazira, siete di al Jazira”, hanno gridato gli aggressori. L’emittente qatarina è rea, a dire degli ambienti governativi, di essere “filo-Fratelli musulmani”.

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