Egitto: Tutankhamon morì travolto da un carro, la salma “fritta” nel sarcofago

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2013 7:46 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2013 20:08

tutankamonIL CAIRO – Su Channel 4 domenica va in onda la nuova verità sulla morte di Tutankhamon, il faraone egiziano dei misteri e delle maledizioni. Il giovane – sostiene l’egittologo inglese Chris Naunton – non fu ucciso da un complotto di corte né da un tumore, come a lungo si è creduto, ma morì travolto dalla ruota di un carro durante una battaglia.

Naunton, direttore dell’Egypt Exploration Society, sostiene questa tesi basandosi su una serie di documenti raccolti durante una ricerca molto accurata: ne ha fatto un film che sarà diffuso dall’emittente britannica pubblica Channel 4 ed alcuni brani del quale sono stati anticipati nei giorni scorsi sul web dal network Pbs. La sorprendente novità sulle cause della morte del faraone nel 1323 avanti Cristo (incoronato quando aveva nove anni, morì a 19) non è l’unica rivelata dal determinato studioso: la mummia di Tut (nome abbreviato spesso usato dagli esperti) fu per così dire “fritta” nel suo sarcofago a causa di un processo di mummificazione affrettato e poco accurato.

Infatti – hanno accertato i laboratori di varie università inglesi con la collaborazione di ricercatori egiziani – l’olio di semi di lino spalmato sul corpo non fu fatto asciugare per il tempo dovuto e le bende presero fuoco. Nella ricostruzione di uno di questi laboratori si vede infatti una striscia di lino inzuppata di olio e avvolta in altre asciutte – utilizzate dagli antichi egizi per avvolgere le salme mummificate – prende fuoco al suo interno.

Ancor più avvincente la simulazione virtuale con la quale i ricercatori dell’università di Liverpool e del Cranfield Forensic Institute ricostruiscono l’incidente che causò la morte del giovane faraone: filmati ritrasmessi più volte di una caduta di Tutankhamon dal suo carro di guerra, che lo investe, non potrebbero spiegare le lesioni interne riscontrate con una Tac della mummia, come alcune costole fratturate, altre mancanti. E mancano anche lo sterno ed il cuore.

Questi elementi, si dimostra nel film, coincidono perfettamente con i danni provocati dalla ruota di un carro che colpisce di fronte, in pieno petto, il faraone in ginocchio sul campo di battaglia. Altri “misteri” che Chris Naunton risolve con le sue ricerche sono le piccole dimensioni della tomba, inusuali per la sepoltura di un faraone; il disordine dei ricchi arredi funerari che Howard Carter e Lord Carnarvon portarono alla luce dopo la faticosa scoperta nella Valle dei Re nel 1922, dopo sette anni di ricerche infruttuose; le saldature, mai notate in precedenza, che legano la piccola maschera del viso alla grande e suggestiva maschera d’oro che forse era stata realizzata per la regina Nefertiti.

La ragione politica di questi inconsueti e sconcertanti aspetti, secondo Naunton, è che nella storia genealogica dell’antico Egitto si cercò di cancellare la presenza di Tutankhamon, di suo padre Akenhaton e del suo successore Ay, tutti e tre legati al tentativo dello stesso Akenhaton di sostituire il culto politeistico del dio Amon, con quello monoteistico di Aton.

Il padre del faraone giovinetto aveva tentato inutilmente di eliminare la diffusa corruzione e gli abusi che le vaste corti tributarie al credo Amon avevano perpetrato per secoli. Anche Tut ed il suo successore erano caduti vittima del blackout imposto dalla religione di Amon, riaffermatasi nei tempi successivi. Una ragione naturale della tardiva e casuale scoperta della tomba e dei suoi tesori, saccheggiati in modo irrilevante rispetto alle sepolture di altri faraoni, è invece attribuita dal film di Naunton alla posizione della stessa tomba, in una piana circondata da una catena montuosa, dalla quale alluvioni ripetute l’avevano ricoperta di numerosi strati di sabbia. Circostanza, questa, all’origine del ritardo, ma insieme della grande popolarità e del successo mediatico dello sfortunato Tutankhamon, ancora oggi enorme, indipendentemente dalle reali ragioni della sua morte.