Eid al-Fitr col coronavirus, oggi i musulmani festeggiano la fine del Ramadan a distanza

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2020 19:13 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2020 19:13
Eid al-Fitr col coronavirus, oggi i musulmani festeggiano la fine del Ramadan a distanza

Eid al-Fitr col coronavirus, oggi i musulmani festeggiano la fine del Ramadan a distanza (Foto Ansa)

ROMA – Con l’arrivo della nuova luna, inizia oggi, 24 maggio, l’Eid al Fitr, la “festa della gioia” per i musulmani, che segna la fine del lungo periodo di digiuno del Ramadan.

Anche in Italia i musulmani hanno trascorso un Ramadan diverso, senza le consuete preghiere collettive in moschea, per via del lockdown.

Le comunità islamiche sono rimaste isolate nell’intimità delle loro case anche dopo la firma del protocollo di riapertura, che permette ai fedeli di riaprire i luoghi religiosi, e di conseguenza anche le sale di preghiera islamica, sempre nel rispetto scrupoloso dei protocolli che servono ad arginare i contagi.

Ma a causa delle restrizioni imposte per il coronavirus, nel mondo islamico di gioia ce n’è ben poca. A partire dall’Arabia Saudita, dove sorgono i luoghi più sacri dell’Islam, Mecca e Medina.

Il regno ha imposto sin da ieri un coprifuoco di cinque giorni, 24 ore su 24, poiché le infezioni sono più che quadruplicate dall’inizio del Ramadan, raggiungendo quota 68.000, il dato più alto tra i Paesi del Golfo.

Come sempre, nelle due sante moschee nelle città di Mecca e Medina sono in programma le tradizionali preghiere per l’Eid, ma quest’anno “senza fedeli”, hanno decretato le autorità.

Clima cupo anche attorno alla moschea Al-Aqsa di Gerusalemme, il terzo sito più santo dell’Islam, che riaprirà ai fedeli solo dopo Eid, come ha stabilito il suo organo di governo.

Il bilancio delle vittime di Covid-19 in Medio Oriente e in Asia è stato più basso che in Europa e negli Stati Uniti, ma il numero è in costante aumento, scatenando timori che il virus possa sopraffare le locali strutture sanitarie.

L’Iran, dove l’epidemia si è rivelata particolarmente aggressiva, ha invitato i suoi cittadini a evitare i viaggi durante le festività, mentre le sue autorità religiose si sono peraltro divise sulla data di fine-Ramadan.

Per alcuni l’Eid è iniziato, per altri scatta lunedì, in linea con le celebrazioni della comunità sciita in Iraq, come annunciato dal grande Ayatollah Ali Sistani.

I sunniti in Iraq segnano invece l’inizio del festival sin da oggi, a loro volta limitati da diverse restrizioni.

In Asia l’atmosfera appare invece un po’ diversa. Secondo numerosi rapporti, i fedeli in vari Paesi si sono riversati dopo la preghiera nei mercati per l’abituale shopping di dolciumi, infrangendo le linee guida del coronavirus.

In alcuni casi è persino dovuta intervenire la polizia, per sciogliere gli assembramenti.

In Indonesia, la nazione musulmana più popolosa del mondo, molte persone sono ricorse a documenti di viaggio falsi per aggirare i divieti sulla tradizionale escursione annuale di fine Ramadan, che si teme possa far salire la curva del contagio.

Ma a parte i ricchi Emirati Arabi Uniti, dove diverse famiglie si sono organizzate in lussuosi hotel sul mare, la gran parte dei musulmani in molti Paesi sono quest’anno limitati e affranti anche dalla pesante crisi finanziaria causata dal virus.

Per molti, un motivo in più per pregare, ma rigorosamente in regime di distanziamento sociale. (Fonte: Ansa).