Einstein, in una lettera alla sorella Maya la paura prima dell’ascesa del nazismo

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2018 6:06 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2018 10:13
Einstein, in una lettera alla sorella Maya la paura prima dell'ascesa del nazismo

Einstein, in una lettera alla sorella Maya la paura prima dell’ascesa del nazismo

ROMA – Più di un decennio prima che i nazisti prendessero il potere in Germania, Albert Einstein era già in fuga e temeva per il futuro del suo paese: in una lettera del 1922, finora inedita, all’amata sorella minore Maya esprimeva le sue preoccupazioni. Il suo vecchio amico e compagno ebreo, il ministro degli esteri tedesco Walther Rathenau, era stato appena assassinato da estremisti di destra e la polizia aveva avvertito il noto fisico che anche la sua vita poteva essere in pericolo.

Così Einstein fuggì da Berlino e si nascose nel nord della Germania. Fu durante questa pausa che scrisse una lettera alla sua amata sorella minore, Maya, avvertendo dei pericoli del crescente nazionalismo e dell’antisemitismo anni prima che i nazisti salissero al potere, costringendo Einstein a lasciare definitivamente la Germania natìa.

“Mi manchi. Si stanno preparando tempi bui, economicamente e politicamente e sono felice di potermi allontanare da tutto”, scrisse nel 1922. Questa lettera mostra chiaramente come il fisico fosse preoccupato per il futuro della Germania un anno prima che i nazisti tentassero il loro primo colpo di Stato, il fallito putsch di Monaco per prendere il potere in Baviera, scrive il Daily Mail.

La lettera, di un anonimo collezionista, sarà messa all’asta la settimana prossima a Gerusalemme con un prezzo di apertura di 12.000 dollari. Come scienziato più influente del 20° secolo, la vita e gli scritti di Einstein sono stati accuratamente studiati. L’Università ebraica di Gerusalemme, di cui Einstein era un fondatore, ospita la più grande collezione al mondo di materiale di Einstein. Insieme al California Institute of Technology gestisce il progetto Einstein Papers e negli anni le aste delle sue lettere personali hanno mosso notevoli somme di denaro.

“Questa lettera rivela i pensieri che attraversavano la mente e il cuore di Einstein in una fase ancora embrionale del terrore nazista”, dice Meron Eren, co-proprietario della casa d’aste Kedem a Gerusalemme, all’Associated Press. “Il rapporto tra Albert e Maya era molto speciale e intimo, il che aggiunge un’altra dimensione all’uomo Einstein e maggiore autenticità ai suoi scritti “.

Si presume che la lettera, che non riporta alcun indirizzo, sia stata scritta mentre soggiornava nella città portuale di Kiel prima di imbarcarsi per un giro di conferenze in Asia. “Sto abbastanza bene, nonostante i tanti anti-semiti tra i miei colleghi. Vivo una vita molto solitaria qui, lontano dai rumori e dai cattivi sentimenti, e mi sto guadagnando da vivere con denaro che in gran parte non viene dalla Stato cosicché io sia veramente un uomo libero”, scrive Einstein e aggiunge: “Vedi, sto per diventare una specie di predicatore itinerante. Una cosa in primo luogo piacevole e in secondo luogo necessaria”.

Poi, rispondendo alle preoccupazioni della sorella, scrive: “Non preoccuparti per me, io sono il primo a non preoccuparmi, anche se non è proprio kosher, le persone sono molto turbate. In Italia la situazione sembra essere altrettanto brutta”. Sempre nel 1922, Einstein ottenne il premio Nobel per la fisica.

Ze’ev Rosenkrantz, vice direttore degli Einstein Papers Project al Caltech, osserva che non era la prima volta che Einstein metteva in guardia contro l’antisemitismo tedesco, ma questa lettera coglie il suo stato d’animo in un momento cruciale dopo l’uccisione di Rathenau e il cosiddetto “esilio interno” che si è imposto poco dopo. 

“La reazione iniziale di Einstein fu di panico e desiderio di lasciare la Germania per sempre ma nel giro di una settimana, aveva cambiato idea” e aggiunge Rosenkrantz: “La lettera rivela il tipico carattere di Einstein in cui afferma di essere insensibile alle pressioni esterne. Una ragione potrebbe essere quella di placare le preoccupazioni della sorella. Un’altra è che non gli piaceva ammettere di essere stressato da fattori esterni”. 

Quando i nazisti salirono al potere e iniziarono a emanare delle leggi contro gli ebrei, miravano anche a eliminare gli scienziati ebrei. I nazisti rifiutavano l’opera innovativa di Einstein, inclusa la legge della Relatività, che etichettavano come “fisica ebraica”. Einstein rinunciò alla cittadinanza tedesca nel 1933 dopo che Hitler divenne cancelliere e si stabilì negli Stati Uniti, dove sarebbe rimasto fino alla sua morte nel 1955.

Einstein aveva in precedenza declinato l’invito a servire come primo presidente del nuovo Stato di Israele, ma lasciò il patrimonio dei suoi studi e dei suoi scritti personali all’Università ebraica.