El Chapo a processo, l’amante testimonia contro di lui e la moglie ride

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 gennaio 2019 5:24 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2019 20:47
El Chapo a processo, l'amante testimonia contro di lui e la moglie ride

El Chapo a processo, l’amante testimonia contro di lui e la moglie ride

NEW YORK – Nel processo a Joaquin “El Chapo” Guzman, famigerato signore della droga messicano, ha testimoniato l’ex amante Lucero Guadalupe Sánchez López, 29 anni, ex politico locale dello Stato di Sinaloa. Alla giuria di New York, la donna ha dichiarato che nel corso del tempo, hanno iniziato a mescolare gli affari con il piacere e, come ha sottolineato, questo le ha causato un po’ di problemi.

“Fino ad oggi ero un po’ confusa perché pensavo che avessimo una relazione romantica”, ha detto all’inizio della testimonianza, prima che iniziasse a singhiozzare, al punto tale di aver bisogno di una pausa per ricomporsi. Poi ha continuato: “A volte lo amavo e altre volte no.” La moglie di Guzman, Emma Corone Aispuro, presente tra il pubblico non sembrava seguire la testimonianza con un particolare coinvolgimento.

Sanchez, un tempo soprannominata “Chapodiputada” (deputata del Chapo) dai media locali, ha detto di aver iniziato la relazione con Guzman, sposato dal 2011, quando Coronel era incinta di due gemelle. I guai sono iniziati quando Guzman scrisse a Sanchez di acquistare marijuana per lui, con le istruzioni per preparare 400 chilogrammi da mettere su ogni aereo usato per il trasporto.

I pubblici ministeri hanno mostrato alla giuria i messaggi intercettati in cui tra loro si chiamavano “amore” mentre organizzavano il modo migliore per contrabbandare la droga, anche se alcuni dei messaggi di Guzman sembravano più minacciosi. Sanchez ha ricordato come a volte era gentile con Guzman affinché “non pensasse che lo avrebbe denunciato. Temevo potesse farmi del male”. 

La storia d’amore ha cominciato a entrare nel vivo verso la fine del 2012 ma “sembrava che non sarebbe mai finita”, ha detto Sanchez, e quando nel 2014 fu invitata da Guzman in una delle sue case sicure a Cilican in Sinaloa, ci andò immediatamente.

In precedenza, un agente della Drug Enforcement Administration (Dea) ha descritto come il 16 febbraio 2014 Guzman riuscì ad eludere la caccia nei suoi confronti entrando attraverso una botola in un tunnel buio e umido; le autorità degli Stati Uniti hanno riferito che in quel momento insieme a El Capho c’era la Sanchez.

In quella occasione Sanchez passò la notte con l’amante mentre all’esterno ci furono una serie di movimenti sospetti e un assistente di Guzman gridò: “Sono su di noi“. Guzman la portò quindi in una sala da bagno, dove la vasca fu sollevata con un meccanismo idraulico e si infilarono in una botola fortificata che conduceva al tunnel. Da lì arrivarono in una delle parti più remote della città e fuggirono. Quando le è stato chiesto quanto tempo avesse impiegato per percorrere il tunnel, Sanchez ha replicato: “Abbastanza a lungo da esserne traumatizzata”.

Victor Vasquez, della Dea, era presente al momento dell’arresto e ha testimoniato su come i marines fossero increduli di essere stati in grado di catturare uno dei delinquenti più ricercati del Messico . La Sanchez è stata arrestata dalle autorità statunitensi a San Diego, in California, nel 2017, dopo la scoperta che aveva aiutato a riciclare denaro e droghe per il cartello Sinaloa. Ha ammesso di aver fatto un patteggiamento per collaborare con i pm e ridurre la pena. 

 
 
 
 

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