El Mencho, nuovo boss dei narcos messicani prende il posto di El Chapo

di Caterina Galloni
Pubblicato il 16 Ottobre 2019 5:30 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019 22:53
El Mencho successore narcos El Chapo

El Chapo nel momento dell’arresto (Foto archivio ANSA)

ROMA – Nemesio Oseguera Cervantes,”El Mencho”, nuovo boss dei narcos messicani dopo aver preso il posto di Joaquin Guzman, “El Chapo“, ha mostrato la sua ferocia e nella crescente guerra per il mercato della droga “ha ordinato l’omicidio di donne incinte e bambini”.

Secondo gli agenti federali, El Mencho ha ripreso il “lavoro” lasciato dal boss dei boss El Chapo e il temuto cartello della droga Jalisco Nueva Generacion (CJNG) da lui diretto è sospettato di aver fatto entrare stupefacenti negli USA mentre intraprendeva una sanguinosa guerra e uccideva indiscriminatamente donne e bambini.

In alcuni video recenti si vedono alcuni uomini sospettati di  far parte del CJNG, che indossano delle maschere da clown terrificanti e brandiscono delle armi nello stato di Tamaulipas vicino al confine. Il mese scorso 44 cadaveri – molti dei quali erano donne – sono stati gettati in un pozzo nello stato di Jalisco dove ha sede il CJNG. Erano chiusi in 119 sacchi di plastica e scoperti quando i residenti si sono lamentati dell’odore fetido.

Kyle Mori, agente specializzato della DEA a Univision ha dichiarato che gli appartenenti al Cartello sono molto violenti e praticano decapitazioni, scioglimento di corpi nell’acido, esecuzioni pubbliche, strappano il cuore dal petto, uccidono donne e bambini. “Succede quasi ogni giorno. El Chapo è stato violento ma El Mencho ha portato la situazione a un nuovo livello”.

Secondo The Sun, da agosto sono state uccise 88 donne, la maggior parte nelle zone in cui il CNJG è in primo piano, e alcune erano incinte. La DEA vuole catturare a tutti i costi Cervantes e ha offerto  fino a 10 milioni di dollari a chi darà informazioni che portino al suo arresto. “Negli USA è la priorità numero uno della DEA e delle forze dell’ordine federali”, ha detto a CBS News Matthew Donahue, agente top della DEA in Messico.

Secondo il Dipartimento di Giustizia americano, negli USA sono state introdotte “montagne” di cocaina, metanfetamina ed eroina tagliate con il fentanil, il letale oppioide sintentico. Ma El Mencho è armato e pronto ad affrontare chiunque tenti di bloccare i suoi affari.

“Ha un’enorme quantità di armi, lanciagranate, ha le sue squadre speciali”, ha detto Donahue, che insieme al boss non si fermano davanti a niente: sono sospettati di aver abbattuto un elicottero dell’esercito messicano causando la morte di sei persone, in estate è stato implicato in un’impiccagione pubblica ed è collegato a molte altre violenze omicida nei confronti di “esseri umani innocenti”, ha riferito l’agente della DEA.

In Messico, migliaia di omicidi commessi negli ultimi anni si ritiene siano il risultato della violenza del cartello, raggiungendo il picco con 94 uccisioni al giorno, secondo quanto riferito dal governo messicano. El Mencho ha rafforzato il suo potere in seguito all’arresto e, il 17 luglio a Brooklyn, alla condanna al carcere a vita del 62enne Guzman, ex capo del cartello Sinaloa e considerato all’epoca il più potente signore della droga del mondo.  

Le autorità affermano che la presa di potere di El Mencho è in atto da molto tempo. Ha iniziato a costruire il suo impero dopo essere stato arrestato con l’accusa di droga all’età di 19 anni in California e deportato in Messico. Fu allora che avviò il CJNG. Le sue attività di traffico di droga hanno coinvolto anche i membri della famiglia.

Il figlio di El Mencho, Rubén Oseguera González, 29 anni, nato in America, si è opposto all’estradizione dal Messico agli Stati Uniti dopo essere stato accusato nel 2017 per due reati di traffico di droga negli USA. E’ detenuto in una struttura di massima sicurezza a Hermosillo, Sonora, e ad un certo punto ha cercato di bloccare l’estradizione presentando un certificato di nascita che affermava che il padre non è El Mencho e che era vittima di uno scambio di identità.

Il potere del boss è aumentato al punto che il cartello ha scritto un messaggio su WhatsApp chiedendo alle forze dell’ordine, attuali ed ex, di unirsi a loro. Il messaggio, scritto in spagnolo, diceva: “Amico agente della polizia federale, non preoccuparti se ti licenziano, ti recluteremo noi”.

Le autorità affermano che l’impatto del cartello, riguardante il traffico di stupefacenti, sulle comunità statunitensi è devastante. Nella sola Chicago, una delle città americane prese di mira dal cartello, nel 2018 sono morte per overdose 800 persone.

Le droghe messicane sequestrate nei raid in tutta la città, erano talmente tossiche che gli investigatori hanno dovuto maneggiarle con degli indumenti protettivi. “Probabilmente il 90%” degli stupefacenti sequestrati provengono dal Messico, ha dichiarato l’ispettore capo della DEA Brian McKnight. (Fonte: Daily Mail)