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Epidemia peste Madagascar, è peggio di quella bubbonica

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Oltre cento morti in Madagascar per la peste bubbonica (foto Ansa)

ROMA – Epidemia peste in Madagascar. E, secondo i virologi, si tratta di un ceppo di peste peggiore, più letale ancora potenzialmente di quanto non fu la peste bubbonica.

Peste bubbonica che nel quattordicesimo secolo sterminò sul pianeta 200 milioni di persone sul pianeta. Passata alla storia e alla memoria collettiva come la peste nera, come forse il flagello più grande. Eppure quella che oggi serpeggia e si diffonde nella grande isola del Madagascar è potenzialmente peggiore.

Contro la peste nera non c’erano all’epoca gli antibiotici e neanche erano all’epoca ipotizzabili, tanto meno praticate, misure di profilassi e igiene pubblica e privata. Quindi il contagio della peste nera non aveva praticamente ostacoli, nessuno che non fosse l’immunità genetica di una parte della popolazione o l’immunità acquisita da parte di quelli che si ammalavano ma sopravvivevano.

Oggi la peste pneumonica che ha fatto finora 127 morti e 1800 contagi in Madagascar può essere farmacologicamente contenuta. E’ questa l’enorme differenza. Resta però che la peste pneumonica si trasmette con un colpo di tosse, ha un tasso di mortalità del 100 per cento (cento per cento!) se non curata. E una morte che arriva rapida dopo i primi sintomi.

Particolare preoccupazione desta il fatto che i contagi in Madagascar non siano limitati e concentrati nelle zone rurali dove forme di peste sono endemiche. Stavolta i casi di peste si registrano nei centri urbani. E grandi difficoltà ci sono a fermare una forma di contagio procurato. Tradizione vuole che il corpo del defunto venga accompagnato ed esposto in una pubblica cerimonia che prevede un rituale dove congiunti e amici entrano in contatto con la salma e tra di loro. Durante questi riti quindi la possibilità di contagio cresce esponenzialmente.

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