Addio a Eric Hobsbawm, lo storico marxista del “Secolo Breve”

Pubblicato il 1 ottobre 2012 12:16 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2012 14:40
Eric Hobsbawm

Eric Hobsbawm

ROMA –  Il celebre storico Eric Hobsbawm si è spento lunedì 1 ottobre, all’età di 95 anni. L’intellettuale è morto al Royal Free Hospital di Londra, dopo una lunga malattia. Ad annunciarlo la figlia Julia. Di chiara fede marxista, e iscritto al partito comunista britannico, Hobsbawn fu tra i principali ispiratori del New Labour, anche se poi criticò il governo di Tony Blair, definendo l’ex premier una “Thatcher in pantaloni”. Nato ad Alessandria, in Egitto, nel 1917 da una famiglia ebrea di origini austriache, è arrivato giovanissimo a Londra, nel 1933. E’ l’autore di numerosi saggi e libri che hanno influenzato intere generazioni di storici, in particolare con il “Secolo breve“. Per lui il secolo scorso poteva essere racchiuso tra le date 1914-1991. Il termine Secolo breve è stato posto in maniera contigua e consequenziale ad un altro termine indicativo di un periodo storico, Il lungo XIX secolo, anch’esso coniato da Hobsbawm.

Il quotidiano l’Unità lo ricorda con queste parole:

Hobsbawm, che è stato membro del partito comunista dal 1936 fino al crollo del 1989, trascorse la maggior parte della sua vita come docente universitario a Cambridge e Birkbeck di Londra. Le sue teorie comuniste erano sempre controverse, ma è stato sempre associato con l’ala democratica eurocomunista: molti dei suoi articoli sono stati regolarmente ripubblicati sul Guardian.

La sua fama non è mai diminuita dopo il suo ritiro ufficiale e negli ultimi anni è diventato uno dei più importanti intellettuali del paese, apparendo regolarmente in radio e televisione. Nel 1998 è diventato un Companion of Honour, riconoscimento raro per un marxista.

Hobsbawm ha giocato un ruolo determinante nei numerosi dibattiti accademici e politici del dopoguerra, in particolare sul futuro del partito laburista nel 1980: i suoi scritti sul declino del movimento operaio hanno avuto grande influenza.

L’ex leader laburista Neil Kinnock definiva Hobsbawm “il mio marxista preferito”. Anche l’attuale leader del partito, Ed Miliband, è amico di famiglia, e tra i suoi più ferventi ammiratori. Hobsbawm era un membro di spicco del gruppo degli storici celebri del Partito Comunista nel 1950, insieme con Christopher Hill, EP Thompson e Raphael Samuel. Ma la sua cerchia di influenza era incomparabilmente internazionale, come lo erano i suoi interessi per tutta la vita. E ‘stato uno dei pochissimi intellettuali britannici con una reputazione assai diffusa in Europa.

Gli interessi di Hobsbawm erano estesi a molti campi. Ascoltando la banda di Duke Ellington a Londra nel 1930, divenne un appassionato di jazz impegnato e più tardi, sotto lo pseudonimo di Francis Newton, critico jazz del New Statesman. E’ stato anche il presidente del festival letterario Hay, in cui è comparso regolarmente nei suoi ultimi anni.

Hobsbawm era nato ad Alessandria, in Egitto, nel 1917 da una famiglia inglese ebraica di origini austriache.
Anche se ha vissuto a Vienna e Berlino (dove si trovava quando Hitler salì al potere nel 1932), la sua nazionalità britannica gli consentì di trasferirsi giovanissimo nel Regno Unito nel 1933, dove perfezionò il suo inglese così bene da ottenere un posto a Cambridge.

Hobsbawm ha festeggiato il suo 95esimo compleanno nel mese di giugno con una cena in cui ha ricevuto il tributo dello storico Peter Hennessy e i saluti del presidente italiano, Giorgio Napolitano, e dell’ex presidente del Brasile, Luiz Ignácio Lula da Silva.