Eric Schmidt (ex Ceo Google) accusa Huawei: “Consegna i dati dei suoi router alla Cina”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 Giugno 2020 7:41 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2020 20:50
Eric Schmidt (ex Ceo Google) accusa Huawei: "Consegna i dati dei suoi router alla Cina"

Eric Schmidt (ex Ceo Google) accusa Huawei: “Consegna i dati dei suoi router alla Cina” (Foto Ansa)

NEW YORK – Eric Schmidt, ex Ceo di Google, ha accusato Huawei di consegnare i dati dei suoi router direttamente alla Cina.

Schmidt sostiene che la società abbia effettuato “pratiche inaccettabili” e dovrebbe essere considerata un rischio per la sicurezza nazionale.

L’ex Ceo di Google, con un patrimonio stimato a 15 miliardi di dollari, attualmente presiede il Defense Innovation Board al Pentagono.  

Alla Bbc ha detto: “Non c’è dubbio che Huawei abbia intrapreso alcune pratiche inaccettabili nella sicurezza nazionale. Non c’è dubbio che le informazioni dei router Huawei alla fine siano finite in mani che sembrerebbero essere dello Stato”.

Ha aggiunto:”Siamo sicuri che sia accaduto”.

Victor Zhang, a capo di Huawei nel Regno Unito, ha replicato: “Non è vero. Huawei è una società privata, al 100% dei suoi dipendenti. Huawei è indipendente da qualsiasi governo, incluso quello cinese”.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, Schmidt ha ammesso di aver sviluppato un pregiudizio contro i concorrenti cinesi mentre lavorava nella Silicon Valley.

L’ex Ceo di Google all’epoca riteneva che “Sono molto bravi a copiare, a organizzare ma non fanno nulla di nuovo. Sono molto, molto bravi a trafugare le nostre cose” ma ora “Questi pregiudizi devono essere eliminati”.

“I cinesi sono altrettanto bravi, e forse migliori, dell’Occidente nei settori chiave di ricerca e innovazione”.

“Stanno investendo più soldi. Ma in modo diverso rispetto all’Occidente, è diretto dallo Stato. Per competere, dobbiamo coordinare gli sforzi”.

Ha avvertito che la crescente influenza della Cina rappresenta una minaccia per “i nostri valori e lo stile di vita”, che l’Europa e gli Stati Uniti “non possono ignorare le conseguenze”. (Fonte: Daily Mail).