Nell’età del bronzo si conservavano resti umani come reliquie e si tramandavano per generazioni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 3 Settembre 2020 5:34 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2020 7:50
Nell'età del bronzo si conservavano resti umani come reliquie e si tramandavano per generazioni

Nell’età del bronzo si conservavano resti umani come reliquie e si tramandavano per generazioni

Nell’età del bronzo conservavano i resti umani come reliquie e li tramandavano con cura per diverse generazioni.

E’ quanto emerge nuovo studio dell’University of Bristol. Il team ha utilizzato la datazione al radiocarbonio e effettuato delle TAC su oggetti risalenti all’età del bronzo scoperti in tutto il Regno Unito e risalenti a 4.500 anni fa.

Età del bronzo: ritrovate ossa e non solo

Tra le scoperte, una serie di manufatti ricavati da ossa umane probabilmente conservate come reliquie.

I risultati dello studio ipotizzano che le reliquie siano state utilizzate come un modo tangibile per onorare e ricordare persone conosciute tra le comunità vicine e nel corso delle generazioni.

Tra gli oggetti trovati nel Wiltshire, c’è un femore umano. Dalle sue ossa qualcuno ha ricavato uno strumento musicale. Era nel corredo funerario vicino a Stonehenge.

Hanno trovato il manufatto scolpito e levigato con altri oggetti. Tra cui asce in pietra e bronzo, un piatto in osso, una zanna e un oggetto cerimoniale a punta.

La datazione al radiocarbonio dello strumento musicale fa pensare che appartenesse a un defunto che la persona conosceva bene.

La scoperta ha aiutato i ricercatori ad avere un quadro più dettagliato di alcune tradizioni di quel periodo collegate alla morte e che agli occhi moderni possono sembrare macabre.

Thomas Booth, autore principale dello studio, ha spiegato che nelle società secolari moderne i resti umani, ovvero le reliquie, sono considerati “particolarmente potenti” e così è stato durante l’età del bronzo.

“Tuttavia, hanno trattato e interagito con i defunti in modi che per noi oggi sono inconcepibili e macabri”, ha spiegato Booth.

“Abbiamo scoperto che molti dei resti parziali erano stati sepolti molto tempo dopo la morte della persona, il che fa ipotizzare una tradizione di conservazione e cura dei resti umani”.

Le “reliquie” erano dei tributi a coloro che probabilmente avevano un ruolo importante nella vita. Nella vita delle altre persone o nelle comunità, o con le quali avevano una relazione ben precisa.

Secondo Booth, le reliquie non erano solo per la famiglia, ma potevano includere un commerciante, un amico o persino un nemico.

Le reliquie per tramandare la storia dei defunti?

L’idea era che la reliquia – un frammento dei loro resti – fosse un modo per ricordare il defunto, narrare delle storie sul suo conto, e tramandarla alle generazioni future.

Joanna Bruck, ricercatrice principale del progetto, ha dichiarato: “Sebbene frammenti di ossa umane fossero inclusi come corredi funerari, e seppelliti dunque insieme ai defunti, spesso erano anche conservati nelle abitazioni”.

Bruck ha aggiunto sotto i pavimenti delle case trovavano sepolturaa, e le reliquie più importanti potevano finire in esposizione.

I ricercatori hanno utilizzato la tomografia microcomputerizzata (micro-TC) per esaminare i microscopici cambiamenti dell’osso prodotti dai batteri.

L’obbiettivo era di ottenere un’indicazione di come il corpo fosse trattato durante la decomposizione.

Hanno scoperto che alcuni erano cremati, altri riesumati dopo la sepoltura, e altri ancora lasciati a decomporsi sulla terra.

La ricerca rivela che i resti umani venivano regolarmente conservati e tramandati alle persone.

Risultati che potrebbero fornire informazioni su come le comunità nell’età del bronzo hanno attinto alla memoria e al passato per creare le proprie identità sociali. (Fonte: Daily Mail).