La fabbrica Wii come quella dell’iPhone: minori usati per produrre giochi

Pubblicato il 18 Ottobre 2012 18:26 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2012 18:26
(Foto Lapresse)

CINA – I bambini usati per produrre giochi nella fabbrica della Wii come in quella dell’iPhone. Succede in Cina, a poche ore dalla notizia shock di 56 minori, di appena 16 anni, assunti come “stagisti” alla Foxconn di Yantai per tre settimane. Quello che non era venuto fuori mercoledì scorso è che in quello stesso stabilimento viene trestata e assemblata la Nintendo Wii U. L’azienda di videogames in un comunicato ufficiale ha detto: “Stiamo investigando sull’accaduto”. e ci tiene a precisare che “la policy aziendale è rispettare le leggi che vietano lo sfruttamento del lavoro minorile in tutte le fabbriche dove vengono assemblati prodotti con il marchio Nintendo. Foxconn inclusa”.

La notizia in realtà è vecchia come il mondo, succedeva già nel 1996 quando la foto di un bimbo pakistano che cuciva un pallone della Nike fece il giro del mondo. Succede oggi in Cina, dove la Foxconn non è certo nuova agli scandali sullo sfruttamento del lavoro degli operai.

La denuncia degli “stage illegali”, per cui gli studenti cinesi sono costretti ad abbandonare gli studi per andare in fabbrica pena la bocciatura, era già affiorata lo scorso maggio. All’epoca un report della Students and Scholars Against corporate Misbehaviour aveva messo in luce il regime militaristico delle fabbriche e l’uso di studenti in formazione come operai nelle fabbriche Foxconn di tutto il Paese.

Il tema è stato argomento di dibattito anche tra il presidente Usa Barack Obama e lo sfidante Mitt Romney. Il repubblicano ha provato a farne una questione di relazioni commerciali con la Cina. Il presidente in carica ha fatto notare che le attività manifatturiere a basso costo possono essere delocalizzate ma è importante concentrarsi su ricerca e innovazione in Usa. Nessuno dei due comunque si è voluto spingere oltre denunciando la costante violazione dei diritti dei lavoratori.