Facebook, 29 milioni di account hackerati: Fbi indaga sull’attacco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 ottobre 2018 23:54 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 23:54

Facebook, 29 milioni di account hackerati: Fbi indaga sull’attacco

WASHINGTON – Un attacco hacker a Facebook ha messo a rischio gli account di 29 milioni di utenti, contro i 50 milioni inizialmente stimati. Guy Rosen, vicepresidente di Facebook per il product management, ha confermato l’attacco il 12 ottobre sottolineando che l’Fbi sta indagando e ha chiesto alla società di non parlare di chi possa esserci dietro l’attacco.

La dichiarazione lascia supporre che Facebook possa sapere o avere sospetti sugli autori del blitz. Rosen ha comunque sostenuto che la compagnia non conosce quali fossero le intenzioni dei pirati e che non ha elementi per pensare che l’attacco sia stato fatto in vista delle elezioni delle elezioni di midterm. Gli hacker hanno avuto accesso a nome, indirizzo email e numeri di telefono di tutti i 29 milioni di utenti interessati.

La ‘pesca’ è stata più fruttuosa, e potenzialmente più dannosa, per 14 milioni di questi profili, con il furto di ulteriori dati, come la città natale, la data di nascita, la situazione amorosa, l’educazione ricevuta, l’indirizzo, l’occupazione, le 15 ultime ricerche. Per un altro milione di casi invece gli autori dell’attacco non hanno potuto accedere ad alcuna informazione. 

Nessuna conseguenza inoltre per Messenger, Instagram, Whatsapp, Oculus, Workplace, i pagamenti e le app o le pubblicità di parti terze. Una sola eccezione: quando un membro di un gruppo Messenger è anche amministratore di una pagina Facebook, un messaggio inviato da un utente Fb diventa accessibile ai pirati. I 2,2 miliardi di utilizzatori della piattaforma social potranno verificare se sono rimasti vittima dell’attacco sul sito di Facebook ma in ogni caso nei prossimi giorni riceveranno dei messaggi personalizzati con le informazioni sui danni subiti e su come proteggersi meglio. 

A rendere possibile il blitz è stata una falla di sicurezza che ha consentito ai pirati di impossessarsi lo scorso luglio dei token di accesso dei profili. Fb ha scoperto la cosa a fine settembre. Il caso si aggiunge a quello esploso lo scorso marzo con Cambridge Analytica, l’ormai defunta società di dati londinese accusata d’aver rastrellato, anche a scopi di propaganda politica ed elettorale, i dati di 87 milioni di utenti del gigante di Menlo Park sparsi in giro per il mondo. 

Intanto Facebook continua il suo repulisti. Oggi ha rimosso 559 pagine e 251 account che hanno “costantemente violato le regole contro lo spam e coordinato un comportamento non autentico” con veri e propri network. L’ultima tendenza scoperta da Facebook è che “questi network stanno usando sempre di più contenuti politici sensazionali – a prescindere dal loro orientamento politico – per costruire un’audience o portare traffico ai loro siti, guadagnando soldi per ogni visitatore”.