Fanno sequestrare figlia per obbligarla a restare in Turchia

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Settembre 2015 12:54 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2015 12:54
Fanno sequestrare figlia per obbligarla a restare in Turchia

Fanno sequestrare figlia per obbligarla a restare in Turchia

CATANIA – “Il tuo fratellino ha avuto un’incidente, è grave”: sarebbe stata la scusa, inventata dai suoi genitori, fermati dalla polizia di Stato, per fare tornare in Turchia la loro figlia 18enne, nata e vissuta in Italia, che non voleva vivere seguendo loro usi e costumi.

Dopo il volo la giovane è stata drogata, rapinata e sequestrata da familiari, su ordine, secondo l’accusa, del padre e della madre, per impedirle di tornare in Italia. La polizia di Stato dopo la segnalazione di alcuni amici della 18enne hanno avviato indagini e con la collaborazione dell’Interpol e del Consolato italiano ha liberato la giovane che ha così fatto ritorno in Italia.

La storia è stata ricostruita dalla squadra mobile della questura che su disposizione della Procura di Siracusa ha fermato i genitori della 18enne, il padre di 40 anni e la madre di 36 anni, che vivono e lavorano in Sicilia, per sequestro di persona, rapina aggravata e stato di incapacità procurato mediante violenza, commessi in concorso con altri soggetti ancora da identificare.

I fermati sono Birol Durtuc, di 40 anni,e Yasemin Durucan, di 36, che da circa 20 anni vivono e lavorano nel Siracusano, dove è nata la loro figlia, nel 1996, che ha doppia cittadinanza. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia di amici della 18enne allarmati dalla circostanza che la vicinanza della ragazza allo stile di vita occidentale era malvisto dalla sua famiglia e temevano che la ragazza, dopo essere stata attirata con uno stratagemma in Turchia, potesse essere trattenuta lì contro la sua volontà.

Accertamenti eseguiti in collaborazione tra Squadra Mobile, Interpol e il Consolato italiano di Izmir, hanno permesso, tramite la polizia turca, di rintracciare a Serinhisar, in Turchia, la giovane che ha detto agli investigatori locali di trovarsi lì contro la sua volontà e di volere ritornare in Italia. La polizia turca l’ha presa in consegna e affidata a servizi sociali locali. Tramite il Consolato è rientrata in Italia, ma non è tornata a casa, trovando assistenza e alloggio in casa di amici.

La ragazza ha ricostruito così la sua odissea agli investigatori della polizia di Stato dopo essere giunta a Serinhisar: è stata drogata, con la somministrazione di farmaci nella cena, le sono stati rubati documenti e la sim card del suo telefonino e ogni suo tentativo di ribellione è stato stroncato con percosse dai familiari che l’avevano sequestrata e che la tenevano sotto vigilanza continua. Il procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, ha firmato un decreto di fermo per i genitori della giovane che è stato eseguito dalla squadra mobile. I due sono stati condotti in carcere. Indagini sono in corso sui complici in Turchia, in collaborazione con Interpool e polizia locale.