La Lega batte i pugni sul federalismo, resta il gelo con il Quirinale

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 - 21:02 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Sul federalismo resta il ”gelo” istituzionale tra il Quirinale e il governo, calato dopo la forzatura compiuta dal consiglio dei ministri sul fisco municipale. Nonostante gli sforzi della Lega di placare il malcontento del Colle con l’annuncio di un chiarimento tra il leader Umberto Bossi e il Capo dello Stato e la promessa di un confronto con il Parlamento, resta lo ‘sgarbo’ compiuto dalla presidenza del Consiglio che non ha dato seguito con una lettera di risposta alla missiva inviata da Giorgio Napolitano a Silvio Berlusconi per spiegare i motivi della irricevibilità del provvedimento sul federalismo municipale.

Una lettera che a quattro giorni dall’invio, non ha ancora prodotto una risposta ma che dovrà tradursi, almeno, in una precisazione degli atti a cui il governo intende attenersi per proseguire. E’ questo che il Colle si aspetta ed è questo che il governo dovrà chiarire nei prossimi giorni. Anche in vista dell’incontro che si terrà al Quirinale tra Napolitano e Bossi. Incontro che si dovrebbe tenere mercoledì prossimo. ”Andremo a parlare con il Capo dello Stato ma non domani” annuncia il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, spiegando che la Lega ha ”sempre tenuto in grande considerazione il presidente della Repubblica”.

”E periodicamente, con Bossi – aggunge- andiamo ad aggiornarlo sul cammino della riforma”. Nonostante i toni concilianti, tuttavia, la Lega torna a battere i pugni sul Federalismo, e se promette di tenere fede all’impegno preso con il Presidente della Repubblica chiede anche una verifica sulla composizione delle commissioni parlamentari per fare le riforme, altrimenti, dice il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, è pronta a ”staccare la spina” al governo. L’obiettivo di portare a casa il Federalismo resta infatti la priorità per il Carroccio e per raggiungerla i lumbard vogliono tentare fino in fondo ogni strada percorribile: quella del dialogo con il Capo dello Stato, quello della maggioranza in Parlamento e quella del gioco di squadra con l’alleato di governo, ora alle prese con il rilancio della sua iniziativa sul fronte delle riforme economiche. Il governo dovrà annunciare quale strada intende seguire per il necessario confronto in Parlamento sollecitato dal Capo dello Stato: per il momento, tuttavia, la discussione del provvedimento in Aula non è stata calendarizzata.

Tornerà invece a riunirsi in settimana la Commissione bicamerale sul federalismo: con tutta probabilità mercoledì verrà convocato un ufficio di presidenza per fare il punto sull’iter del decreto su fisco regionale e sanità, l’altro provvedimento clou dell’impianto federalista. I tempi sul decreto sono, tra l’altro, stretti visto che l’esame della bicamerale dovrebbe concludersi entro il 7 marzo perché il provvedimento è stato trasmesso ai primi di gennaio insieme a quello riguardante il fisco municipale. Nel frattempo, a quanto si apprende, il presidente Enrico La Loggia si attende che sia avviato il lavoro di verifica sulla composizione dell’organismo parlamentare, dopo la disponibilità manifestata dai Presidenti delle due Camere. E anche a questo, nonostante le precisazioni, sembra si sia riferito Calderoli quando ha manifestato la necessità di mettere mano alla composizione delle Commissioni parlamentari. Ma i tempi stringono anche se i leghisti si dicono tranquilli. ”Il Carroccio da trent’anni insegue il federalismo e ragionevolmente in un paio di mesi la riforma del federalismo fiscale avrà un suo quadro generale”, è la promessa di Calderoli.