Feltri sul Giornale: “Israele ha fatto bene a sparare”. Ma la stampa israeliana dice: “Blitz sciocco e inutile”

Pubblicato il 1 Giugno 2010 16:40 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2010 16:40

La stampa israeliana critica il blitz dei propri militari contro le navi della “Flottilla” di pacifisti e in Italia c’è invece chi dice che gli israeliani “hanno fatto bene a sparare”. Il direttore del Giornale, Vittorio Feltri, ha infatti scritto un editoriale che “giustifica” l’intervento dell’esercito di Tel Aviv.

Scrive Feltri che, mentre “molti polli” italiani gridano allo “scandalo”, “con la scusa del pacifismo una flotta di navi voleva violare la sovranità dello Stato ebraico e portare aiuti ad Hamas. I soldati di Gerusalemme l’hanno fermata per controlli e sono stati aggrediti: reazione inevitabile”.

“Israele – prosegue l’editoriale – è circondato da Paesi più o meno islamici che non gli riconoscono il diritto di esistere e meditano (vedi l’Iran) di trasformarlo in un cumulo di detriti mediante bomba atomica. Non è un sogno: è un piano. Ebbene, se la situazione è questa, è da irresponsabili recarsi in determinate zone facendo il tifo per chi tenta di cancellare la patria degli ebrei. I quali si difendono con i denti”.

In Israele invece la stampa striglia il governo per l’assalto sanguinoso alla flottiglia di pacifisti per Gaza. “Demenza totale”, titola Maariv. “Dov’era il cervello ?” si domanda Yediot Ahronot. “Ora ci vuole una commissione di inchiesta” rincara Haaretz, mentre da più parti si invocano le dimissioni del ministro della difesa Ehud Barak. Aspre critiche sono rivolte anche nei confronti del capo di stato maggiore, gen. Gaby Ashkenazi, che finora in Israele aveva sempre beneficiato di grande popolarità.

In un commento pubblicato con evidenza, un analista di Haaretz paragona la battaglia infuriata sulla nave turca ‘Marmara’ alla drammatica vicenda dell’ Exodus, la nave con migliaia di profughi ebrei respinta con la forza nel 1947 dalla marina militare britannica mentre cercava di raggiungere la costa della Palestina, allora sotto Mandato britannico.

“A bordo della Marmara – aggiunge Haaretz – non c’erano profughi ma provocatori fanatici”. Eppure, aggiunge l’articolista, il raid israeliano potrebbe avere effetti controproducenti per chi lo ha organizzato, così come quello nei confronti dell’Exodus “che accelerò la fine del Mandato”.