Filippine, l’appello dell’ostaggio tedesco di Abu Sayyaf: “Sono già nella mia fossa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 16:44 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 16:44
Filippine, l'appello dell'ostaggio tedesco di Abu Sayyaf: "Sono già nella mia fossa"

Filippine, l’appello dell’ostaggio tedesco di Abu Sayyaf: “Sono già nella mia fossa”

ROMA – “Salvatemi, vi prego: sono ostaggio del gruppo Abu Sayyaf, se non pagate il riscatto per me mi uccideranno. Hanno già scavato la mia tomba e mi ci hanno calato dentro”: questo il drammatico appello rilanciato dall’agenzia di stampa tedesca Dpa di Stefan Okonek, un medico tedesco 74enne prigioniero da aprile di un gruppo terrorista integralista delle Filippine.

Stefan Okonek fu catturato insieme alla moglie quando il loro yacht andò in avaria al largo dell’isola di Palawan.

“Sono qui, seduto in una buca, una grande buca, mi hanno detto che questa è la mia tomba”, ha raccontato il medico in un’intervista a una radio locale, l’emittente di Zamboanga DXRZ. “Mi hanno spinto qui nella buca e io ci sto dentro dalla notte scorsa, con dieci uomini attorno. Due giorni fa, mi hanno diviso da mia moglie, prigioniera anche lei”.

Abu Sayyaf ha chiesto un riscatto di 250 milioni di pesos filippini, pari a circa 5,6 milioni di dollari, e il ritiro dell’appoggio della Germania alle operazioni militari e alla politica anti-IS degli Stati Uniti e della coalizione occidentale-araba. L’ultimatum scade tra poco più di 48 ore, alle 15 ora locale del 17 ottobre.