Filippine/ Vagni sarebbe stato liberato in seguito ad uno scambio di prigionieri e mille dollari di ”mancia” a rapitori

Pubblicato il 12 Luglio 2009 11:18 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2009 11:24

Per la liberazione di Eugenio Vagni, il volontario della Croce rossa rapito sei mesi fa nelle Filippine dai ribelli islamici di Abu Sayyaf, non è stato pagato alcun riscatto, se non una piccola somma, 1.042 dollari ”per le sigarette ai rapitori”, a quanto riferisce il Philippines Inquirer. 

Per indurre i banditi al rilascio di Vagni, inoltre, il negoziatore del governo di Manila, Ann Sahidulla, ha dichiarato di aver consegnato ad Albader Parad, capo del gruppo di ribelli, la moglie arrestata la scorsa settimana, perché sospettata di complicità nel sequestro. Una seconda moglie di Parad era stata rimessa in libertà perché non c’erano sufficienti prove riguardo la sua complicità con le attività del gruppo.

Sahidullah ha precisato che non si è trattato di uno «scambio di prigionieri», perché una delle mogli di Parad lo ha convinto liberare Vagni di sua spotanea volontà. Il senatore Richard Gordon, presidente della Croce Rossa Femminile, ha ribadito che per la liberazione di Vagni non è stato pagato alcun riscatto nè da parte della Croce Rossa filippina nè da parte del governo di Roma.

Dopo la liberazione Vagni è stato portato in una caserma dei marines filippini da un uomo politico locale che aveva mediato con i guerriglieri. Da lì ha potuto telefonare alle autorità italiane e poi alla famiglia. Alla moglie filippina, Khwanruean Phungket, che da un mese è nel suo Paese assieme ai due figli per seguire più da vicino le trattative, ha detto di star bene. Successivamente è stato trasferito in ospedale per una serie di controlli. E’ dimagrito e provato ma “sta sorprendentemente bene considerando il numero di giorni che ha trascorso prigioniero”, ha riferito Anastasia Isyuk, portavoce della Croce rossa.

Vagni, 62 anni, era stato sequestrato il 15 gennaio scorso vicino al villaggio di Patikul, sull’isola di Jolo. Con lui erano stati presi in ostaggio due suoi colleghi, la filippina Mary Jean Lacaba e lo svizzero Andreas Notter, liberati rispettivamente il 2 e il 18 aprile. Il prolungarsi della sua prigionia aveva suscitato grande preoccupazione nella famiglia e nelle autorità, soprattutto per lo stato di salute di Vagni che soffre di ipertensione ed ernia. Durante la prigionia gli sono stati recapitati diversi medicinali tramite un mediatore.