Berry 5.1, il robot che sostituisce i raccoglitori di fragole nei campi

di Caterina Galloni
Pubblicato il 11 aprile 2019 7:25 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019 8:07
florida robot raccolta fragole

Florida: Berry 5.1, il robot che sostituisce i raccoglitori di fragole nei campi (foto Ansa)

ROMA – Robotica e fragole: Gary Wishnatzki è un geniale sessantatreenne che vive in Florida. Con un robot chiamato Berry 5.1, Wishnatzki ha sostituito la manodopera a basso costo che veniva usata per la raccolta di prodotti ortofrutticoli nei campi

Wishnatzki è il proprietario di Wish Farm che sorge nei pressi di Plant City in Florida. Si tratta di uno dei più grandi campi del Nord America: in alta stagione si arriva a raccogliere e spedire circa venti milioni di fragole. Prima veniva utilizzata forza lavoro stagionale a basso costo formata da circa 650 braccianti agricoli. Fino a poco tempo fa: ora Wishnatzki li ha sostituiti con i robot.

Negli ultimi anni, il lavoro stagionale era diventato molto più scarso e più costoso. Il che rendeva difficile raccogliere mele, agrumi, bacche, lattuga, meloni e altri prodotti selezionati a mano. Anni di tentativi al fine di reprimere l’immigrazione clandestina, sia a livello statale che federale, spiegano in parte queste carenze croniche.  Nel 2011, ad esempio, la Georgia ha emanato una legge sull’immigrazione che aveva come obbiettivo i lavoratori privi di documenti e i loro datori di lavoro. Nello stesso anno, lo stato avrebbe perso undicimila coltivatori.

Per colmare il divario, i funzionari hanno stabilito un programma in base al quale i criminali non violenti, prossimi alla fine della pena detentiva, potevano svolgere lavori agricoli retribuiti. Il programma non ha avuto successo e molti detenuti o persone in libertà vigilata, hanno lasciato il lavoro perché molto difficile.

Gli agricoltori della Georgia hanno perso più di centoventi milioni di dollari. “È molto costoso”, ha detto Wishnatzki riguardo al procedimento di rilascio dei visti per i lavoratori agricoli temporanei ma se non altro garantisce la presenza di braccianti e siamo in grado di piantare un raccolto”. La soluzione, secondo Wishnatzki, è quella di creare un robot in grado di raccogliere le fragole. Insieme al socio Bob Pitzer, in sei anni ne hanno sviluppato uno e con l’ultima versione Berry 5.1, sono vicini alla definitiva realizzazione.

Il robot è costato quasi dieci milioni di dollari. Wishnatzki ha raccolto la maggior parte del denaro dagli investitori, molti dei quali erano altri coltivatori di fragole, tra cui il gigante del settore Driscoll. Scegliere correttamente una fragola e farlo abbastanza rapidamente così da guadagnare un salario decente richiede velocità, destrezza e resistenza. Chris Parks, il manager di Wish Farm, ha notato che le fragole molto dolci coltivate nella fattoria, sono particolarmente difficili da raccogliere:”Più è dolce e più è morbida”.

Il lavoro del raccolto è molto faticoso. Ma c’è anche dell’altro: secondo Marley Monacello della Coalition of Immokalee Workers, con sede in Florida, quando si parla di diritti dei lavoratori, molestie sessuali e violenza, “l’industria delle fragole [della Florida] è notoriamente una delle più abusive”.

La meccanizzazione ha avuto un impatto notevole sulle coltivazioni di mais, riso, soia, cotone e grano ma molte colture speciali richiedono un trattamento delicato o una raccolta selettiva, scegliendo solo frutta e verdura matura, e le macchine grandi sono spesso maldestre e poco intelligenti per quel tipo di lavoro. Al momento del raccolto è indispensabile la mano dell’uomo, com’è stato fin dagli albori dell’agricoltura. Wishnatzki è solo uno dei numerosi coltivatori che stanno cercando di costruire un robot che raccolga le fragole.

Un robot è stato sviluppato dall’Utsunomiya University, in Giappone, un altro da Dogtooth, nel Regno Unito, e un terzo da Octinion, in Belgio. Attualmente ne sta testando uno anche la società spagnola Agrobot. I prototipi si basano su intelligenza artificiale, robotica, big data, G.P.S., visione computerizzata, droni, scienza dei materiali e stanno lentamente facendosi strada nelle fattorie. Le aziende agricole ben disposte all’automazione sono quelle al coperto.

L’Olanda è un leader mondiale nell’agricoltura indoor, dopo gli Stati Uniti i Paesi Bassi sono il secondo esportatore mondiale di alimenti, in termini di valore, e all’avanguardia nel mondo nelle esportazioni di patate, cipolle e pomodori. Utilizzando tecniche di agricoltura di precisione, gli agricoltori olandesi di coltivazioni indoor hanno drasticamente ridotto l’uso di acqua e pesticidi, evitando allo stesso tempo la concentrazione e permettendo ai singoli agricoltori di prosperare.

Fonte: New Yorker