Francesco Rocca, un italiano a capo della Croce Rossa. Quella condanna per spaccio a 19 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 novembre 2017 13:24 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2017 13:24
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Francesco Rocca, un italiano a capo della Croce Rossa. Quella condanna per spaccio a 19 anni

ROMA – Francesco Rocca, un italiano a capo della Croce Rossa. Quella condanna per spaccio a 19 anni. Francesco Rocca è il nuovo presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il network globale umanitario più grande del mondo. Eletto ad Antalya, in Turchia, al primo turno con la maggioranza assoluta dei voti (98 su 190 votanti), Rocca è il primo italiano a ricoprire la prestigiosa carica internazionale.

“Dedico questa importante vittoria ai volontari della Croce Rossa Italiana – ha detto Rocca – di cui sono orgoglioso. Ringrazio tutte le Società nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ora dobbiamo seguire il faro dei nostri principi e, allo stesso tempo, fornire risposte pragmatiche in tutto il mondo alle numerose sfide umanitarie”.

Fondata nel 1919, la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa raggiunge 150 milioni di persone in 190 Paesi nel mondo, attraverso l’operato di oltre 17 milioni di volontari.

Con la prestigiosa investitura è tornata di pubblico dominio una vecchia vicenda di droga di quando Rocca aveva 19 anni, una brutta storia che il nuovo presidente è stato bravo a trasformare in una edificante racconto di caduta e riscatto. Quella condanna per spaccio, un errore di gioventù, è stata la molla per impegnarsi a fondo, studiare (si è laureato in tre anni e mezzo in Giurisprudenza), farsi una posizione di avvocato prima di dedicarsi agli altri scalando le cariche più importanti.

A metà degli anni 2000 lascia i tribunali e comincia a occuparsi di attività sociosanitarie: per 5 anni dirige un grande ospedale della Capitale, il nuovo Sant’Andrea, e nel 2008 diventa Commissario straordinario della Cri e inizia a affrontare catastrofi e guerre: tra queste il terremoto a Haiti nel 2010, la carestia nel Corno d’Africa nel 2011, le crisi in Medio Oriente e altri grandi emergenze umanitarie che hanno visto la Cri e la Mezzaluna Rossa in prima linea, senza dimenticare i terremoti in Italia e la crisi dei migranti nel Mediterraneo. (Francesco Di Frischia, Corriere della Sera)

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