Flottiglia pacifista, autopsia: le vittime turche crivellate di proiettili

Pubblicato il 29 Giugno 2010 18:31 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2010 18:49

Freedom Flotilla

Sette delle nove vittime turche dell’assalto della marina israeliana contro il convoglio navale umanitario del 31 maggio diretto a Gaza scorso sono state ”crivellate di proiettili” e cinque di loro sono state colpite alla testa. E’ quanto si desume, come riferiscono siti d’informazione turchi, dalle autopsie delle vittime diffusi martedì 29 giugno alla stampa dai legali delle loro famiglie che hanno sporto denuncia alla magistratura turca.

Dai documenti risulta che in tutto le nove vittime sono state raggiunte da 31 proiettili. In particolare, il più giovane dei morti, un ragazzo di 19 anni che aveva anche la cittadinanza statunitense, è stato raggiunto da cinque proiettili dei quali uno alla testa.

In un primo tempo, subito dopo il ritorno delle salme in Turchia, alcuni media avevano riportato, probabilmente esagerando, che più di una vittima era stata raggiunta da almeno 30 proiettili. Dai certificati firmati dai medici legali, inoltre, risulta che il giornalista Cevdet Kiliclar, 38 anni, redattore del sito internet dell’Ong islamica turca Ihh che ha organizzato la spedizione del convoglio guidato dal traghetto Mavi Marmaris, è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco alla testa.

I responsabili della Ihh hanno sempre sostenuto che sulla nave viaggiavano solo pacifisti ma molti siti internet, all’indomani del 31 maggio, hanno diffuso immagini in cui si vede chiaramente che quando i commando israeliani hanno abbordato il traghetto dal mare o calandosi dagli elicotteri, hanno trovato ad aspettarli decine di uomini armati di spranghe di ferro e di coltelli. L’episodio ha comunque contribuito ad accrescere la tensione già esistente tra Turchia e Israele dai tempi dell’operazione militare israeliana ‘Piombo fuso’ contro il movimento integralista palestinese Hamas nella striscia di Gaza (dicembre 2008-gennaio 2009) ed ha rischiato di provocare la rottura dei rapporti diplomatici fra i due paesi.