Fukushima. Disobbedienza del direttore della centrale salvò il Giappone

Pubblicato il 2 Marzo 2012 14:52 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2012 16:42

ROMA – Caos, discussioni e ordini contraddittori. Questa e’ lo scenario delle ore piu’ critiche dell’incidente di Fukushima che emerge da un rapporto del think thank Rebuild Japan Initiative Foundation, presentato a quasi un anno dal disastro e basato su interviste a 300 persone coinvolte nei soccorsi, da cui emerge che il primo ministro Naoto Kan e il direttore della centrale hanno ‘salvato il Giappone’ da danni peggiori.

Secondo il rapporto poche ore dopo l’incidente il direttore dell’impianto, Masao Yoshida, disobbedi’ all’ordine del presidente della Tepco, l’azienda proprietaria, di evacuare la centrale, decidendo inoltre di iniziare a pompare acqua di mare nei reattori nonostante un divieto esplicito ricevuto dai superiori probabilmente perche’ questa misura avrebbe reso la centrale inservibile.

Fondamentale, spiega il documento, e’ stato anche l’intervento diretto del premier giapponese Naoto Kan: “Il primo ministro ha fatto degli errori e ha avuto dei ritardi – spiega il presidente della fondazione Yoishi Funabashi – ma la sua decisione di prendere di petto la Tepco domandandole di non arrendersi ha salvato il Giappone”.

Il rapporto rivela anche alcuni dettagli finora segreti del comportamento delle autorita’: fra questi anche un piano di evacuazione di Tokyo messo a punto dal governo, che in pubblico minimizzava invece i possibili effetti dell’incidente.