Fukushima, più morti da infarto e depressione che per radiazioni

Pubblicato il 5 Marzo 2012 15:14 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2012 15:15

ROMA – L'incidente nucleare di Fukushima fara' piu' vittime per attacchi di cuore e depressione che a causa delle radiazioni, che tutto sommato sono rimaste a un livello molto basso. Lo affermano alcuni esperti statunitensi intervistati da Scientific American in occasione del primo anniversario del disastro, avvenuto l'11 marzo dello scorso anno.

In termini di impatto sulla salute la radiazione e' trascurabile, causera' pochissime, se non nessuna morte – spiega Richard Garfield della Columbia University – ma questo non vuol dire che l'incidente non abbia grosse ricadute sulla salute. Gli effetti indiretti sono grandi".

Secondo gli esperti l'impatto sara' molto minore rispetto all'incidente di Chernobyl, l'unico altro classificato a livello 7 della scala Ines: "Non e' minimamente complesso come il rilascio di radiazioni avvenuto a Chernobyl, dove il reattore ha espulso di tutto nell'aria – spiega Peter Caracappa del Rensselaer Polytechnic Institute – in questo caso il rilascio e' stato lento e limitato a pochi materiali radioattivi con un tempo di vita relativamente breve e facili da individuare".

Le autorita' nipponiche hanno comunque iniziato uno studio sugli effetti delle radiazioni che coinvolgera' 360 mila bambini e durera' 20 anni: "La salute mentale pero' e' la preoccupazione piu' significativa – spiega Seiji Yasumura, un gerontologo della Fukushima Medical University – stress come quelli causati dall'evacuazione, incertezza e preoccupazioni su possibili sostanze tossiche invisibili sono legati a un rischio aumentato di problemi fisici come le malattie cardiache.

Anche se il rischio da radiazioni e' basso le persone sono preoccupate, e questo puo' portare anche a cambiamenti verso stili di vita poco salutari. Il tutto e' peggiorato dallo stoicismo innato nella filosofia giapponese, per cui chi ha qualche problema potrebbe essere reticente nel manifestarlo a un medico".