G20, 11 stanno con Obama: tra questi c’è anche l’Italia “ma solo con l’Onu”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2013 21:06 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 21:06
Barack Obama

Barack Obama

ROMA – Undici Paesi con Barack Obama. Undici nazioni che condividono con il presidente americano la necessità di dare alla Siria di Assad una “risposta forte” sull’uso delle armi chimiche. E tra queste undici nazioni c’è l’Italia. Australia, Canada, Francia, Italia, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita, Turchia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Spagna hanno firmato una dichiarazione che ne accomuna gli intenti.

E l’Italia, che finora ha mantenuto le distanze dalla questione siriana, firma. Certo, la condizione di Letta è che l’azione militare sia preceduta dal sostegno Onu, cosa impensabile al momento. Ma la sua firma sulla dichiarazione del 11 ha comunque il significato di un allineamento, per giunta avvenuto durante un G20 che ha certificato due blocchi: 11 con Obama (tra cui gli Usa), 10 contro di lui (tra gli undici c’è infatti la Spagna che però non fa parte del G20, ha lo status di “invitato permanente”).

Il premier Letta, al G20 con gli altri leader, ha promesso di portare in parlamento l’impegno di dedicare 50 milioni di dollari agli aiuti umanitari in Siria, ribadendo che l’azione miliare deve avere la copertura dell’Onu -guarda il video.

I firmatari della dichiarazione – si legge – sostengono l’azione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che dovrebbe avere la responsabilità di guidare la risposta internazionale. Ma riconoscono come il Consiglio di sicurezza ”sia paralizzato”. I dieci Paesi sostengono quindi ”gli sforzi intrapresi dagli Stati Uniti e da altri Paesi per rafforzare il divieto dell’uso delle armi chimiche”. E infine ribadiscono come ”il conflitto siriano non può essere risolto con una soluzione militare”, riaffermando il loro impegno a cercare ”una soluzione politica che porti a una Siria unita, e democratica”.

Troppo poco come premessa a un impegno militare comune. L’incontro Obama-Putin non ha portato, poi, i risultati sperati. Il presidente russo conferma il suo sostegno al regime siriano: “Stiamo già aiutando, inviamo armi, cooperiamo nella sfera economica, auspichiamo di estendere tale cooperazione al settore umanitario, che include l’invio di aiuti umanitari e il sostegno delle persone e dei civili”.

Barack Obama parlerà alla nazione martedì prossimo, il 10 settembre.