Gaia Trimarchi uccisa da una cubomedusa. La mamma: “Non c’erano kit di primo soccorso sulla barca”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 23:01 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2018 23:01
Gaia Trimarchi

Gaia Trimarchi uccisa da una cubomedusa. La mamma: “Non c’erano kit di primo soccorso sulla barca”

ROMA – Una tragedia che continua a far discutere, quella costata la vita alla piccola Gaia Trimarchi, originaria di Roma e scomparsa in circostanze drammatiche mentre si trovava in vacanza. La bimba, 7 anni appena, era solita trascorrere le estati alle Filippine, paese d’origine di sua madre Manette. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Proprio in quel luogo dove era già stata e che conosceva bene è avvenuto il terribile incidente, il contatto con una cubomedusa, la  cosiddetta “vespa di mare”, uno degli esemplari planctonici più letali del mondo, i cui tentacoli contengono il veleno sufficiente per uccidere una persona.

Gaia aveva sempre avuto una grande passione per il nuoto e, appena arrivate le vacanze e la fine della scuola, si era trasferita con il padre a Muntinlupa City, nella casa di famiglia. La scorsa settimana era però andata sull’isola di Sabitang Laya, a centinaia di chilometri di distanza. Proprio mentre nuotava è stata punta dall’animale. Purtroppo il trasporto in ospedale, dove è arrivata in circa un’ora, si è rivelato vano. A uccidere Gaia è stato uno choc anafilattico.

“Mi è morta fra le braccia”, racconta la madre Manette Trimarchi. Il decesso della piccola risale in realtà a una settimana fa, ma solo ieri ne è stata data notizia: la morte, infatti, ha scatenato polemiche per la mancanza di misure di sicurezza, visto che appena una settimana prima a perdere la vita era stata un’altra bambina, sempre a causa della cubomedusa.

“Nessuno ci ha detto che la zona è infestata da quella specie di meduse— accusa la madre di Gaia — non c’erano divieti di alcun genere. Lei stava in un punto dove l’acqua è bassa, raccoglieva conchiglie, era una sua passione. All’improvviso l’abbiamo sentita gridare. Ci siamo avvicinati, aveva bolle viola su una gamba e su una mano. ‘Mamma, che mi sta succedendo?’ mi ha detto Gaia. Poi ha aggiunto: Portami via, non torniamo più su questa spiaggia”.

La situazione si è poi aggravata nel giro di pochi minuti, ma né sulla spiaggia né sulla barca c’era un kit di pronto soccorso per fronteggiare situazioni del genere. La bambina è stata condotta in barca sulla spiaggia di Caramoan, distante mezz’ora di navigazione. All’arrivo in ospedale i medici non hanno potuto somministrare alla piccola gli antidoti specifici poiché le sue condizioni erano disperate. Poco dopo Gaia è morta.

Il timoniere che ha condotto la famiglia a fare il bagno in un’isola dove si è consumata la tragedia ha spiegato: “Avevo avvertito i turisti di rimanere solo un quarto d’ora. Non pensavo scendessero in acqua, ma che si limitassero a scattare fotografie”.