Gaza, firmata la tregua fra Israele e Hamas. Dopo 150 morti in 10 giorni

Pubblicato il 21 Novembre 2012 18:32 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2012 20:34

Il bus esploso oggi, 21 novembre, a Tel Aviv

GAZA – Firmata la tregua tra Israele e Hamas. Dopo circa 150 morti in 10 giorni. Lo confermano fonti palestinesi, israeliane ed egiziane. Dopo il rincorrersi di voci circa una tregua unilaterale da parte di Israele e dopo giorni di lavori da parte della diplomazia internazionale per trovare l’intesa, la notizia fa finalmente tirare a tutti un sospiro di sollievo.

Stop di tutte le ostilità da entrambe le parti, stop agli “omicidi mirati” israeliani e apertura dei varchi della Striscia di Gaza per facilitare il passaggio delle persone. Sono questi i punti principali dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza, distribuiti dalla presidenza egiziana.

L’Egitto ha annunciato il cessate il fuoco fra Israele e Hamas a partire dalle 21 locali, le 20 italiane, nel corso di una conferenza stampa al Cairo alla quale partecipa anche Hillary Clinton.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha poi telefonato al presidente degli Stati Uniti Barack Obama e lo ha informato di aver accettato il suo consiglio ”di dare una chance alla proposta egiziana per un cessate il fuoco”. Netanyahu ha poi ringraziato Obama. L’Egitto, che in questi giorni è stato il crocevia della diplomazia internazionale, ribadisce che lavorerà con tutte le parti per ”controllare l’applicazione dell’accordo sull’introduzione della calma a Gaza”.

Allo stesso tempo, Obama ha ringraziato il presidente egiziano Mohammed Morsi ”per i suoi sforzi per raggiungere un cessate il fuoco sostenibile e per la sua leadership personale nel negoziare la proposta di cessate il fuoco”.  E ha ribadito che ”gli Stati Uniti coglieranno l’opportunità offerta dal cessate il fuoco per intensificare gli sforzi volti ad aiutare Israele a far fronte alle sue necessità di sicurezza, specialmente per la questione del contrabbando di armi ed esplosivi verso Gaza”. Infine, Obama ha affermato di essere ”impegnato ad ottenere altri fondi per Iron Dome e altri programmi israelo-statunitensi di difesa anti-missile”.

Ma mezzora prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco sirene di allarme risuonano con insistenza nelle città israeliane di Ashdod, Ashqelon e Beer Sheva. In questa località un edificio è stato centrato da uno dei molti razzi sparati da miliziani palestinesi di Gaza. Ingenti i danni materiali. La popolazione ha avuto ordine di restare nei rifugi.

L’accordo giunge nel giorno in cui il clima era ancora più esacerbato da un attentato in pieno giorno nel cuore di Tel Aviv, dove una bomba è esplosa su un autobus, provocando il ferimento di almeno 21 persone, una delle quali versa in gravi condizioni. Si è trattato del primo attacco nel cuore della città dal 2006. Un uomo è stato arrestato: secondo i testimoni avrebbe lasciato l’ordigno sul mezzo pubblico.

[Per vedere le foto dell’attentato a Tel Aviv clicca qui. Il video del raid qui]

Intanto nuovi raid aerei israeliani, precedenti l’annuncio di cessate il fuoco, hanno ucciso altri sei palestinesi nel centro e nel sud della Striscia di Gaza, portando a 17 il numero delle persone morte in seguito ai bombardamenti dall’inizio della giornata. Due le vittime, due giovani colpiti mentre erano in moto a Rafah. Mentre quattro altre persone sono morte nel centro della Striscia colpite mentre erano nella loro casa a Nusseirat.