Gaza lancia tre razzi Qassam, muore bracciante thailandese

Pubblicato il 18 Marzo 2010 11:31 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2010 11:44

Tre razzi Qassam sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza – l’enclave palestinese controllata dagli islamico radicali di Hamas dal 2007 e sottoposta da allora al blocco israeliano. L’ultimo, quello di questa mattina è esploso in territorio israeliano nel centro comunitario Nativ Hasara, causando la morte di un lavoratore immigrato thailandese. A rivendicare l’attacco una piccola fazione ultraradicale islamica, ispirata apparentemente agli slogan di Al Qaida.

L’uomo era stato ferito in modo grave dall’esplosione, ma secondo fonti mediche è morto durante il trasporto verso l’ospedale di Ashqelon per la gravità delle lesioni causate dalle schegge dell’ordigno. Il razzo, caduto nelle immediate vicinanze del confine, è il terzo lanciato da ieri sera sul sud d’Israele, ma è il primo da tempo a provocare vittime.

Il primo razzo, lanciato ieri sera, ha centrato il territorio di un kibbutz vicino alla cittadina e ha provocato panico e alcuni casi di shock tra le gente che vi risiede. Il secondo è finito invece in campo aperto, poco fuori Sderot. Il doppio lancio segnala una recrudescenza di attacchi dopo un periodo di minor frequenza. Hamas negli ultimi giorni è in effetti tornato ad alzare i toni: aderendo alla cosiddetta ‘giornata della collera’ palestinese – promossa due giorni fa in risposta alla ricostruzione di una sinagoga nella città vecchia di Gerusalemme e ai progetti di espansione degli insediamenti ebraici e sfociata in violenti tafferugli tanto a Gerusalemme est quanto in Cisgiordania -, ma anche invocando ripetutamente una “terza intifada”.

Proprio oggi è attesa a Gaza la nuova responsabile della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, autorizzata in via eccezionale da Israele a passare il varco di confine con la Striscia per una visita dichiarata ufficialmente di carattere umanitario. La settimana prossima la stessa cosa potrà farla il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.