Gb, la ragazza che si unì ad Isis chiede di poter tornare. Ma il governo dice no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2019 10:37 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 10:41
Gb, la ragazza che si unì ad Isis chiede di poter tornare. Ma il governo dice no

Gb, la ragazza che si unì ad Isis chiede di poter tornare. Ma il governo dice no (Shamima e le sue amiche all’aeroporto di Gatwick nel 2015, foto Ansa)

LONDRA – Nel 2015, a quindici anni, insieme a due coetanee decise di lasciare Londra, la città in cui abitava, per unirsi alle file dell’Isis in Siria, affascinata dal verbo del radicalismo jihadista propagandato sul web e alla ricerca di un marito devoto alla ‘causa’. Quattro anni e due figli morti per malnutrizione dopo, Shamima Begum, al nono mese di gravidanza, implora di poter tornare nel Regno Unito.

All’epoca il caso della ragazza finì su tutti i giornali, raccontato dalle foto delle telecamere a circuito chiuso dell’aeroporto di Gatwick da dove Shamima, giovane britannica di radici familiari musulmane e studentessa in una scuola di Bethnal Green, a East London, si era imbarcata assieme a due amiche di 15 e 16 anni con prima destinazione la Turchia.

A quasi quattro anni di distanza un inviato del Times, Anthony Loyd, l’ha scovata ora in un campo profughi siriano, dove vive accampata dopo che il marito, un olandese convertito all’Islam e incontrato sul ‘fronte’, si è consegnato a una milizia anti-Isis.

La ragazza non si dice pentita dell’esperienza fatta, ma ammette d’aver scoperto sulla sua pelle i soprusi e “l’oppressione” del califfato, non senza parlare della paura della guerra (una delle sue compagne di fuga, Kadiza Sultana, pare sia morta un paio d’anni fa in un bombardamento russo, stando a informazioni raccolte dalla sua famiglia) accanto al richiamo a scampoli di vita definita “normale”.

Adesso, incinta, chiede di tornare in Gran Bretagna. Ma Ben Wallace, viceministro dell’Interno con delega alla Sicurezza nazionale nel governo Tory di Theresa May, non sembra disposto a farsi commuovere, né a inviare a cuor leggero militari, commando o funzionari per riportarla a casa “Non intendo mettere a rischio vite britanniche – ha tagliato corto Wallace, intervistato da Bbc Radio 4 – per andare in cerca di terroristi o ex terroristi messisi al servizio di uno Stato fantoccio. Begum ha il diritto di rientrare in patria, ma al suo ritorno verrà come minimo processata”. 

Il dibattito infiamma la Gran Bretagna, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene che quando la ragazza decise di seguire l’Isis non era in grado di capire quello che faceva e venne folgorata da una sorta di sindrome di Stoccolma, e chi invece è convinto che Shamima fosse ben consapevole della sua scelta, e che il suo ritorno in patria sia un rischio per gli inglesi.