George Floyd, la città di Philadelphia proporrà la rimozione della statua di Colombo

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Giugno 2020 8:49 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2020 9:34
George Floyd, la città di Philadelphia proporr rimozione statua di Colombo

George Floyd, la città di Philadelphia proporrà la rimozione della statua di Colombo (Foto Ansa)

PHILADELPHIA – Caso George Floyd. La città Philadelphia intende chiedere la rimozione della statua di Cristoforo Colombo. Lo afferma il sindaco Jim Kenney.

“Il 22 luglio chiederemo alla Philadelphia Art Commission l’approvazione per rimuovere la statua da Marconi Plaza”, si legge in un comunicato. 

La statua ha scatenato così tanti conflitti che una settimana fa la città di Philadelphia l’aveva “inscatolata” in un box di legno per proteggerla dai vandali. E gruppi di uomini armati l’hanno sorvegliata dopo che era stata deturpata.

George Floyd, la rabbia contro le statue

In Usa la rabbia contro le statue è montata da circa un mese sull’onda delle proteste per la morte di George Floyd, afroamericano ucciso durante un controllo di polizia a Minneapolis.

Dopo aver preso di mira gli storici generali della Confederazione, simboli del potere schiavista del Sud, i manifestanti la sono presa anche con Cristoforo Colombo, considerato un colonizzatore e uno sterminatore di nativi americani.

Mercoledì notte, a Richmond, in Virginia, la statua alta due metri e mezzo del navigatore genovese abbattuta in un parco cittadino. Bruciata e trascinata con le corde fino al laghetto di Byrd Park dove è stata gettata. 

Intanto il presidente Donald Trump in un’intervista a Fox ha definito “vandali”, “agitatori” e in qualche modo “terroristi” coloro fra i manifestanti che puntano ad abbattere le statue e i monumenti. Per chi continuerà a farlo ci saranno “punizioni” esemplari, promette.

“Abbiamo arrestato centinaia di persone: nel loro mirino le statue di George Washington e Abraham Lincoln. Sono degli agitatori che vogliono solo destabilizzare il paese”, spiega.

Centinaia di soldati non armati della guardia nazionale mobilitati a Washington. Pronti ad aiutare le forze dell’ordine a proteggere i monumenti storici additati come simbolo di razzismo. L’ultimo è stato la statua del presidente Andrew Jackson vicino alla Casa Bianca, salvata dal Secret Service. (Fonte: Ansa).