George Floyd, sparatoria in Iowa: 2 morti e un poliziotto ferito a Davenport, 1 morto in Kentucky

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2020 15:49 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 16:55
George Floyd, sparatoria in Iowa: 2 morti e un poliziotto ferito a Davenport

George Floyd, sparatoria in Iowa: 2 morti e un poliziotto ferito a Davenport (Foto Ansa)

DAVENPORT – Le proteste per la morte di George Floyd infiammano anche l’Iowa. Accade a Davenport dove due persone sono morte e un agente di polizia è rimasto ferito in una sparatoria.

Il capo della polizia locale, Paul Sikorski, ha detto in conferenza stampa che tre agenti hanno subito un agguato mentre erano in pattugliamento e che vari colpi d’arma da fuoco hanno colpito la loro auto. Uno di loro, che tuttavia non è in pericolo di vita, è rimasto ferito.

La polizia ha poi arrestato diverse persone che fuggivano dalla scena a bordo di un’auto. Sikorski ha aggiunto che la polizia ha risposto a decine di incidenti in città nei quali sono stati sparati colpi d’arma da fuoco e che in totale sono state colpite quattro persone.

Il sindaco di Davenport Mike Mateson ha annunciato che introdurrà il coprifuoco per stasera, lunedì 1 giugno, e chiederà al governatore Kim Reynolds di mobilitare la Guardia nazionale.

George Floyd, un morto a Louisville 

Un uomo è stato ucciso anche a Louisville durante le proteste per George Floyd, dopo che la polizia e la Guardia Nazionale del Kentucky hanno “risposto al fuoco” per disperdere la folla.

Il capo della polizia di Louisville, Steve Conrad, non chiarisce chi abbia sparato il colpo fatale. Le autorità non hanno per ora rilasciato neanche informazioni sulla vittima.

George Floyd, 50 agenti del Secret Service feriti

Sono una cinquantina gli agenti del Secret Service rimasti feriti nel corso degli scontri nella notte fra domenica e lunedì vicino alla Casa Bianca durante le manifestazioni per George Floyd.

Scontri violenti che hanno spinto gli stessi agenti del Secret Service a trasferire Donald Trump nel bunker sotterraneo della Casa Bianca per un breve lasso di tempo venerdì.

Diversi monumenti di Washington sono stati sfregiati con scritte anche al National Mall.

Secondo quanto riferisce la Cnn, sono circa 4.000 le persone arrestate finora nelle proteste degli ultimi giorni. 

Mentre crescono le tensioni tra forze dell’ordine e manifestanti, alcuni dirigenti di polizia e agenti si sono uniti ai dimostranti in segno di solidarietà.

A volte chinandosi su un ginocchio – un atto di protesta popolare nel mondo sportivo americano per denunciare le iniquità razziali – come hanno fatto due agenti nel Queens, a New York, rimanendo in cerchio mentre venivano letti i nomi di altri afroamericani uccisi dalla polizia, tra i quali Trayvon Martin e Philando Castile.

In Michigan lo sceriffo della contea di Genesee Chris Swanson ha marciato con i dimostranti, come pure il capo della polizia di Norfolk, in Virginia. In ginocchio anche alcuni agenti al Lafayette Park nella capitale, davanti alla Casa Bianca, a Miami e a Santa Cruz. Tutti episodi circolati sui social e diventati virali. 

Mentre oggi, a Minneapolis, epicentro della protesta, comparirà in tribunale Derek Chauvin, l’agente incriminato per l’uccisione di Floyd, in molte località degli Stati Uniti è andata in scena la sesta giornata di proteste, in alcuni casi anche fino a notte fonda.

Tra gli episodi choc, proprio a Minneapolis, quello dell’autocisterna lanciata ieri contro la folla di dimostranti sul cavalcavia di una superstrada che, incredibilmente, non ha provocato vittime: l’uomo che era al volante, un 35enne, è stato soccorso e arrestato dalla polizia dopo che era stato trascinato fuori dall’abitacolo dai manifestanti inferociti e picchiato.

Il giudice dovrà accertare se il gesto di lanciare il mezzo contro la folla sia stato intenzionale o accidentale. 

Coprifuoco in 40 città, con la Guardia nazionale mobilitata in 15 Stati. In totale nel weekend, secondo un bilancio del Washington Post, la polizia ha arrestato 2.564 persone, un quinto delle quali a Los Angeles.

Le accuse includono la violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento. A New York, invasa da migliaia di manifestanti, tra gli arrestati di sabato c’è stata anche Chiara de Blasio, figlia del sindaco della città. (Fonte: Ansa).