George Floyd non è morto per strangolamento. Assedio alla Casa Bianca, un morto a Detroit

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 30 Maggio 2020 11:10 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2020 14:22
George Floyd autopisa: non è morto per strangolamento. Intanto la rivolta dei neri arriva alla Casa Bianca

George Floyd non è morto per strangolamento. Intanto la rivolta dei neri arriva alla Casa Bianca (nella foto Ansa, le proteste davanti alla Casa Bianca)

ROMA – George Floyd non è morto per asfissia o strangolamento: lo dice l’autopsia (i cui risultati non convincono la famiglia).

Ma la protesta degli afroamericani intanto arriva alla Casa Bianca e il presidente americano Trump minaccia (di nuovo) l’uso dei militari per sedare le rivolte scoppiate su tutto il territorio nazionale.

Floyd è morto a Minneapolis dopo che un agente bianco, Derek Chauvin, gli ha tenuto premuto un ginocchio sul collo per 9 minuti. Floyd era stato fermato perché sospettato di avere droga in macchina.

Chauvin dopo qualche giorno è stato arrestato.

George Floyd: i risultati dell’autopsia

“Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento”: sono i risultati dell’autopsia su George Floyd.

“Gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”, dice il referto medico.

La famiglia di George Floyd vuole un’altra autopsia

La famiglia di George Floyd vuole una autopsia indipendente dopo che quella del medico legale della contea di Heppepin ha escluso l’asfissia traumatica e lo strangolamento. Lo rende noto il suo avvocato, spiegando che i famigliari della vittima non hanno fiducia nelle autorità di Minneapolis.

Proteste davanti alla Casa Bianca per George Floyd

Secondo quanto riportato dal Guardian, i manifestanti hanno lanciato acqua contro gli agenti dei Servizi segreti schierati. Alcuni sui social media denunciano, invece, l’uso dei lacrimogeni sulla folla.

Esercito pronto a intervenire per sedare le proteste

Il Pentagono ha chiesto all’esercito di tenere diverse unità militari pronte ad essere dispiegate a Minneapolis, dove da giorni sono in corso proteste e tafferugli per l’uccisione di Floyd. Lo scrive l’agenzia Associated Press sottolineando che è estremamente raro che il Pentagono dia un ordine del genere.

Un morto a Detroit

Un morto e una quarantina di arresti, è il primo bilancio di una notte di scontri a Detroit. Il capo della polizia, James Craig, ha confermato al Detroit News l’uccisione di un ragazzo di 19 anni ​ucciso vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square.

La sparatoria è avvenuta quando qualcuno da una Dodge Durango grigia ha sparato in mezzo alla folla, colpendo il diciannovenne. L’assassino è fuggito dalla scena del crimine; la vittima è stata trasportata all’ospedale, dove è stata dichiarata morta. La polizia ha detto che le circostanze della sparatoria sono sotto inchiesta.

Tafferugli a Los Angeles: ferito un poliziotto

Un agente è rimasto ferito in alcuni tafferugli verificatisi a Los Angeles durante le proteste per l’uccisione di George Floyd a Minneapolis. Lo ha reso noto la polizia locale.

Le immagini di tv locali mostrano poliziotti scontrarsi con alcuni dimostranti che avevano vandalizzato l’auto di una pattuglia. Si vedono anche alcuni manifestanti scagliare detriti e un bidone della spazzatura durante la zuffa con le forze dell’ordine. La protesta ha bloccato anche una superstrada nel centro della città.

Georgia chiede lo stato d’emergenza

Il governatore della Georgia, Brian Kemp, ha dichiarato lo stato d’emergenza a Fulton County, dove si trova Atlanta, a causa delle tensioni e dei tafferugli durante le protest. Lo stato d’emergenza consente al governatore di attivare fino a 500 uomini della Guardia Nazionale “per proteggere la gente e i beni di Atlanta”. (Fonte Ansa, Agi e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)