George Tindall, il ginecologo viene accusato di molestie per anni. Ma l’Usc…

di Redazione blitz
Pubblicato il 17 maggio 2018 6:47 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2018 0:13
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George Tindall, il ginecologo viene accusato di molestie per anni. Ma l’Usc…

ROMA – George Tindall, ginecologo statunitense, per anni è stato accusato di comportamento inappropriato nei confronti di giovani donne, ma l’University of Southern California, per cui ha lavorato a tempo pieno per 30 anni, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] ha permesso che continuasse ad avere in cura migliaia di studentesse, molte delle quali  adolescenti che si sottoponevano alla visita ginecologica per la prima volta. Ma poche che si stendevano sul lettino dello Student Health Center di Engemann, sapevano che Tyndall era stato ripetutamente accusato di condotta scorretta nei confronti delle giovani pazienti.

Le denunce sono iniziate negli anni ’90, quando i colleghi presumevano avesse fotografato i genitali delle studentesse. Negli anni seguenti, le pazienti e il personale infermieristico lo accusarono ripetutamente di comportamenti “inquietanti”, tra cui toccare le donne in modo inappropriato durante gli esami pelvici e fare commenti sessualmente allusivi.

Negli ultimi anni alcuni colleghi temevano prendesse di mira le studentesse cinesi che spesso avevano una comprensione limitata della lingua inglese e delle norme mediche americane. A Tyndall, tuttavia fu permesso di continuare a praticare la sua professione, fino a quando nel 2016 un’infermiera si è rivolta al centro di supporto per le vittime di stupro del campus, ed è stato sospeso.

Un’indagine interna dell’USC ha stabilito che il comportamento di Tyndall durante gli esami pelvici era scorretto ed equivaleva a molestie sessuali. La scorsa estate, con un accordo segreto l’Università ha permesso a Tyndall di dimettersi tranquillamente dotato di pagamento.

L’università non ha informato le pazienti di Tyndall né segnalato al  Medical Board of California, l’agenzia responsabile della protezione dei cittadini da medici problematici.

USC ha dichiarato al Times che non aveva alcun obbligo legale di denunciare Tyndall ma a posteriori ammette che avrebbe dovuto denunciarlo. L’università ha dichiarato di aver presentato, il 9 marzo, una denuncia tardiva alla commissione medica, circa un mese dopo che i giornalisti del Times avevano iniziato a intervistare gli impiegati universitari sul comportamento del ginecologo.

In un’intervista a The Times, Tyndall, 71 anni, ha insistito sul fatto che non aveva fatto nulla di sbagliato, di aver eseguito degli esami estremamente accurati, ma sempre appropriati.

Le interviste sono state fatte a più di attuali 20 dipendenti ed ex USC. La maggior parte ha parlato in anonimato, citando le leggi sulla riservatezza dei pazienti e il potenziale effetto negativo sulla loro carriera. Il Times ha inoltre esaminato oltre 100 pagine di documenti relativi alle rimostranze contro Tyndall e la sua risposta.

L’USC assunse Tyndall nel 1989 dopo il suo internato al Kaiser Permanente on Sunset Boulevard. Disse alle persone che aveva scelto il lavoro perché guadagnava di più, avrebbe lavorato con donne brillanti.
Nella sala degli esami clinici, era coadiuvato da un’infermiera o un assistente medico che dopo qualche anno si erano allarmati per la frequenza con cui Tyndall scattava foto durante gli esami pelvici.

I ginecologi possono avere motivi legittimi per scattare fotografie, inclusa la ricerca, l’insegnamento e sollecitare le seconde opinioni dei colleghi. Gli assistenti di Tyndall negli anni ’90 hanno messo in discussione le sue motivazioni, come riferito dalle fonti. Uno degli assistenti lo ricordava mentre scattava più immagini a centinaia di genitali delle pazienti, un altro lo ha visto scattare foto da 50 a 100 pazienti.

Bernadette Kosterlitzky, infermiera dal 1992 al 2013, ha detto di aver avvisato gli amministratori dell’utilizzo della fotocamera e l’allora direttore esecutivo Lawrence Neinstein, morto nel 2016, ordinò la rimozione.
Tyndall aveva sostenuto di aver fotografato le cervici e i genitali esterni delle pazienti con il loro permesso e per validi motivi ma gli assistenti erano molto dubbiosi.

Nei primi anni 2000, almeno tre pazienti presentarono lettere in cui  lamentavano contatti e commenti inappropriati, che furono lette ad alta voce durante le riunioni mensili del comitato di supervisione della clinica.
USC ha reso noto che in una recente revisione del fascicolo di Neinstein ha rilevato otto denunce contro il ginecologo dal 2000 al 2014. Alcune riguardavano commenti razziali “insensibili” e in varie occasioni Tyndall è stato accusato di fare osservazioni offensive su  afroamericani e latini.

“Non è chiaro perché Neinstein abbia permesso a Tyndall di mantenere il suo ruolo” ha dichiarato l’USC.
Cinque anni fa, la clinica era stata trasferita in un nuovo edificio ma nell’Engemann Student Health Center, le preoccupanti domande su Tyndall era aumentate.

Nel giro di pochi mesi dall’inaugurazione, gli assistenti hanno osservato dei comportamenti ancor più preoccupanti: le donne visitate da Tyndall erano sdraiate nude sul lettino e lui ispezionava lentamente ogni parte del corpo, anche la zona tra i glutei, e faceva commenti sulla pelle delle pazienti descrivendola “perfetta”, “vellutata” o “bella” o sul “seno sodo”.

Nella primavera del 2013, otto assistenti avevano riferito i timori su Tyndall al loro supervisore, l’infermiera Cindy Gilbert che si recò da Neinstein e dall capo della clinica infermieristica, Tammie Akiyoshi.
Fu avviata un’inchiesta ma la conclusione fu che non vi era alcuna violazione delle regole scolastiche.

La Gilbert ha spiegato che dal 2014 al 2016, si è rivolta ripetutamente ad Akiyoshi, Neinstein e altri amministratori della clinica ma sembravano disinteressati.
Tyndall ha continuato a vedere le pazienti e la frustrazione tra gli assistenti era profonda, uno di loro addirittura piangeva.

“È diventato chiaro che non si sarebbe fermato”, ha detto Gilbert. “Alcune cose puoi ignorarle, altre no”.
Nel giugno 2016, Gilbert si è recata al centro di sostegno per le violenze sessuali della USC e parlato con il direttore esecutivo Ekta Kumar, una psicologa, che dopo il racconto dell’infermiera aveva affermato che si trattava chiaramente di “abuso” e promesso di portare la questione più in alto della USC.

Pochi giorni dopo, Gilbert e altri membri dello staff avevano notato uno sciame di mosche provenire dallo studio di Tyndall: entrarono e trovarono della frutta marcia sotto la sua scrivania. Ma durante la ricerca, scovarono una scatola contenente le foto dei genitali delle pazienti.

Le diapositive e le fotografie scattate tra il 1990-91 nella vecchia clinica, alcune etichettate con informazioni identificative delle pazienti, e la scatola fu confiscata.
Sulla scia del rapporto di Gilbert al centro di sostegno e la scoperta delle foto, i funzionari universitari si sono mossi rapidamente.

La USC ha convocato una società di consulenza con sede in Colorado, MDReview e un ginecologo del Kansas per intervistare lo staff di Engemann e Tyndall. E’ emerso che Tyndall aveva “esibito un comportamento non professionale e inappropriato” e che i suoi esami pelvici erano al di fuori degli “attuali standard di cura”, ha detto la USC in una dichiarazione.

All’inizio del 2017, Tyndall si dimise e fu anche pagato.
Alla Gilbert, che lasciò l’UCS nel giugno 2017, fu riservato un altro trattamento: in un primo momento sembrava le avessero dato una promozione ma sulla scia della sua denuncia al centro, poi fu revocata. Alcuni dirigenti smisero di parlarle e lei ha interpretato il comportamento come rappresaglia per aver parlato di Tyndall.

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