Gerusalemme minaccia il Santo Sepolcro: “O pagano le bollette o stacchiamo l’acqua”

Pubblicato il 30 luglio 2010 13:33 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2010 14:17

Gerusalemme

Niente più acqua corrente gratis per la Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, centro della cristianità di tutto il mondo, che ha goduto finora – sotto le diverse amministrazioni succedutesi in Terra Santa – di questo privilegio. Le Autorità municipali di Gerusalemme chiedono ora alle diverse chiese cristiane che amministrano il luogo santo di pagare non solo i rifornimenti correnti, ma anche gli arretrati di decenni.

A denunciare quella che appare come un’ennesima ”minaccia” verso la minoranza cristiana è l’agenzia missionaria Asianews. ”Sin da quando è cominciata ad arrivare l’acqua corrente nella zona, tutti i governi che si son succeduti hanno fornito acqua al Santo Sepolcro senza pretendere pagamento, quale servizio pubblico ai pellegrini e cortese attenzione per i religiosi, cattolici e non, che custodiscono ed officiano il Santuario”, ricorda l’agenzia.

Così ha fatto il governo britannico della Terra Santa (1917-1948), quello giordano (1948-1967) e finora anche l’israeliano. ”Senonché – è la denuncia – le autorità municipali israeliane hanno ripreso ad esercitare forti pressioni e minacce di tagliare l’acqua per farsi pagare, non solo nel futuro ma anche per tutta l’acqua fornita a partire dal 1967”. A informare Asianews sono ”fonti della Basilica, che però preferiscono non essere individuate perché si spera sempre che le autorità cittadine si ravvedano”.

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