Ghislaine Maxwell, la presunta complice di Jeffrey Epstein avvistata a Los Angeles

di Caterina Galloni
Pubblicato il 20 Agosto 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2019 20:27
Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein

Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (Foto ANSA)

LOS ANGELES – “Bene, immagino che questa sia l’ultima volta che mangerò qui”. E’ stato il commento di Ghislaine Maxwell beccata da un fotografo mentre seduta sola all’esterno del In-N-Out, un fast food di Los Angeles, mangia hamburger e patatine, legge un libro sulla Cia: “The Book of Honor: The Secret Lives and Deaths of Cia Operatives”.

Un cliente del fast food si è avvicinato a Maxwell e le ha chiesto: “E’ proprio chi penso io?” e lei ha risposto: “Bene, immagino che questa sia l’ultima volta che mangerò qui”, ma nonostante il commento seccato non si è sottratta agli scatti anzi, guardava direttamente la fotocamera.

La Maxwell, accusata di essere la complice di Jeffrey Epstein nel gestire un traffico di minorenni e di sfruttamento della prostituzione minorile, indossava una felpa celeste e non era truccata. L’immagine della 57enne socialite britannica, da mesi sparita da Manhattan e dal 2016 che non veniva fotografata in pubblico, è stata pubblicata in esclusiva dal New York Post.

Il raro avvistamento della Maxwell a Los Angeles è avvenuto lo stesso giorno in cui Jennifer Araoz, oggi 32 anni, ha intentato una causa contro di lei a New York. La vittima fu adescata dalla rete di Epstein quando aveva 14 anni fuori dalla scuola e, secondo il suo racconto, fu abusata e violentata dall’età di 15 anni dal finanziere americano. La denuncia di Araoz anche contro la socia di Epstein, Ghislaine Maxwell e altre tre donne apre la strada a decine di analoghe azioni legali da parte delle vittime. 

Contro la Maxwell non ci sono accuse penali, quanto meno note, e si ipotizza che possa collaborare con i pm federali. L’ereditiera britannica ha più volte negato ogni coinvolgimento con il giro di prostituzione di minorenni che Epstein aveva organizzato per sé e per i suoi amici.

Jeffrey Epstein è morto suicida in carcere, in attesa di processo per traffico di minori e sfruttamento della prostituzione e accuse di associazione a delinquere dopo che settimane di indagini hanno rivelato come la rete di complici del finanziere abbia facilitato il suo presunto traffico di prestazioni sessuali e gli stretti legami con personaggi di alto profilo, ricchi e famosi.

Recentemente, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore generale degli Usa, William Barr, ha tenuto a precisare che “il processo andrà avanti contro chiunque sia stato complice di Epstein. Nessun complice dovrebbe dormire sonni tranquilli. Le vittime meritano giustizia, e l’avranno”. (Fonte: Daily Mail)