Giampiero, italiano dell’Isis arrestato a Erbil: calabrese convertito a Bologna

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Febbraio 2015 13:51 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2015 13:51
Giampiero F. l'italiano dell'Isis arrestato a Erbil: calabrese con problemi psichici

Giampiero F. l’italiano dell’Isis arrestato a Erbil: calabrese con problemi psichici

BAGHDAD – Si chiama Giampiero F., calabrese di 35 anni trapiantato a Bologna dove ha studiato e si è convertito all’Islam, dando già all’epoca i primi segni di squilibrio. E’ lui l’italiano arrestato dai curdi a Erbil, in Iraq. Lo hanno fermato ad Erbil a luglio scorso mentre varcava il confine dalla Turchia. A raccontarlo, soltanto ieri, è stato il presidente della regione autonoma curda Massud Barzani in un’intervista al quotidiano al Hayat: “È arrivato con un visto regolare dalla Turchia dichiarando apertamente alle guardie di frontiera di voler diventare un jihadista. Una storia strana”. Notizia poi confermata anche dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

Giampiero da allora si trova in un carcere del Kurdistan, accusato di terrorismo internazionale. I servizi di intelligence italiani lo avevano già inserito nella lista dei foreign fighters sbarcati in Siria e Iraq per unirsi ai jihadisti dell’Isis. 

Il suo cammino di conversione è cominciato in Italia. Secondo i servizi di sicurezza è a Bologna che Giampiero inizia a frequentare i centri di preghiera: si appassiona alle lotte dei popoli arabi e si avvicina agli ambienti dell’Islam radicale cittadino. Si converte ed entra in contatto con altri italiani convertiti. Secondo il padre Giampiero è stato “plagiato, gli hanno fatto il lavaggio del cervello, è un ragazzo fragile”.

Nel 2008 si trasferisce a Granada, in Spagna, dove vive da senzatetto. Qui, sempre secondo l’intelligence, si perfeziona la sua conversione. Poi a inizio dell’estate scorsa viene pestato: otto adolescenti si accaniscono contro di lui mentre dorme su una panchina. E’ allora che decide di sparire: le autorità spagnole lo hanno cercato in lungo e in largo. Lui riappare in Turchia, approdo degli aspiranti jihadisti stranieri come lui.

Dalla Turchia raggiunge la Siria, epicentro dell’Isis. Inequivocabili alcune comunicazioni via whatsapp con altri convertiti italiani, riportate dal Corriere della Sera:

“È iniziata la mia lotta contro l’Occidente predone”. “Lottiamo fino alla fine per liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale”. “Islam libertà per i popoli oppressi”. “Combatteremo fino a quando il nemico non sarà sconfitto”.